Commercio, cambia la mappa

Ogni giorno è un autentico bollettino di guerra. Saracinesche che abbassano, altri negozi sul punto di chiudere,

altri ancora che svendono la merce. E in tutto questo ecco l’avanzata imperterrita dei cinesi. Arrivati a Genova verso la metà degli anni Ottanta, i primi cinesi iniziarono a mettere radici in centro e in centro storico aprendo alcuni graziosi ristoranti, facendo conoscere le bontà dell’economica cucina orientale ai genovesi, ma ora stanno spadroneggiando a manca e a destra. Dove un negozio italiano chiude perché non riesce a far quadrare i conti, arrivano loro. Da Voltri a Nervi, si contano circa 350 negozi gestiti da asiatici, una dozzina persino tra Foce e centro città (spiccano gli store in via Cesarea, via Fiume e in via San Vincenzo, quest’ultimo aperto dal 2009). Il boom lo si ha a Sampierdarena, Dinegro, caruggi, Certosa, Marassi bassa e Cornigliano.

Dall’altra parte della barricata, sul fronte degli italiani, arrivano solo pessime notizie. A partire dalla chiusura della storica Libreria Bozzi, dal 1810 presente in via Cairoli. La libreria, da intere generazioni punto di riferimento di studenti liceali, universitario e buongustai del teatro e di una cultura a 360°, ha ricevuto l’ordine di sfratto. A nulla è valso che si tratta della libreria più antica d’Italia, come sottolineano da anni i proprietari. Entro il 31 dicembre 2014 devono sgomberare i locali, su tre piani.

Non si contano altri storici negozi che continuano ad abbassare la saracinesca in centro e nei caruggi, intanto il gruppo Mc Donald, entro fine anno, aprirà un mega store a Caricamento. Ma dove era la Genova delle piccole botteghe che noi tutti conosciamo? Con un pizzico di melanconia se ne sta andando… 

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