Amt, la resa dei conti

Dentro o fuori. Non ci sono più appelli o scialuppe di salvataggio per l’Amt. Se da mercoledì primo maggio

partiranno le nuove tariffe sui biglietti, carnet vari e abbonamenti, domani è un giorno di vitale importanza per il destino dell’azienda del trasporto cittadino.

Tra meno di 24 ore, infatti, si metterà nero su bianco discutendo in modo accanito sugli otto milioni di euro che mancano per far quadrare un bilancio sempre più magro, con la scadenza della cassa integrazione per circa 500 dipendenti che rischia a breve di paralizzare la città. Non sono esclusi, infatti, scioperi selvaggi, che rischierebbero di mettere in ginocchio il traffico da Voltri e Nervi, alimentando al tempo stesso una certa collera tra gli utenti alle fermate dei bus o della metropolitana.

L’incontro di domani, pertanto, è davvero l’ultima possibilità per salvare quel poco che resta da salvare. Lo scenario peggiore, con il taglio dei servizi e l’esubero di centinaia di autisti, meccanici e staff dei vari uffici, incombe dietro l’angolo da settimane. Il faccia a faccia tra lavoratori e vertici dell’azienda sarà quindi ad alta tensione. Intanto è stato confermato lo sciopero previsto lunedì 6 maggio, una prima avvisaglia di quello che potrebbe succedere in città.

In queste ultime ore gli utenti genovesi, attraverso i vari social network, manifestano tutta la propria insofferenza verso questa situazione esplosiva. Sono state create delle pagine su Facebook, nelle quali si prospetta un boicottaggio dell’abbonamento Amt (una pagina ha raccolto in poche ore ben 4000 “like”, diventato sempre più caro, di pari passo con un servizio scadente, che fa acqua da tutte le parti.

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