Bernini, Doria e Miceli: sì all’Imu

Tre affondi nel giro di poche ore. Tutti appassionatamente uniti contro la ventilata ipotesi del nuovo governo centrale,

presieduto da Enrico Letta del Pd, di togliere l’Imu, o quanto meno eliminare la rata di giugno e poi a dicembre “chissà”, queste le testuali parole di Franceschini, un altro big del partito del dimissionario Bersani e atteso da settimane ad alta tensione.

Nell’ordine, a Genova le velate di scudo sono arrivate dall’assessore comunale del Pd Franco Miceli, dal sindaco Marco Doria (foto, area Sel di Vendola) e persino dal vice sindaco Stefano Bernini (Pd, ex presidente del Municipio Ponente), un personaggio politico solitamente non incline alla diatriba o quanto meno allo scontro politico frontale.

“Così ci tolgono un’entrata fondamentale per il nostro fabbisogno - ha dichiarato a denti stretti il primo cittadino - Ha ragione Miceli, i suoi calcoli porterebbero alla luce una voragine nei conti mostruosa, sarei costretto a tagliare e sforbiciare in ogni settore, a meno che si creino altre nuove entrate”.

in questo clima ieri il presidente del consiglio comunale di Genova, Giorgio Guerello (Pd, ma di origine cattolica, è scuola Margherita) ha dato inizia all’assemblea ricordando il sacrificio dei due carabinieri feriti a Roma, davanti al Quirinale da uno squilibrato, nel giorno dell’insediamento del governo Letta. Chi si aspettava qualche reazione clamorosa degli esponenti del Movimento Cinque Stelle, come è successo alla Camera dei Deputati, è rimasto deluso. Tutti si sono fermati per un minuto in silenzio a riflettere sul gesto criminale.  

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