Il boom delle badanti

Non c’è crisi che tenga. Se molti settori e comparti della società vanno a picco, affondano per colpa della recessione

economica in corso dal 2008, per quanto riguarda il “mercato” delle badanti la situazione è in netta controtendenza, anche e specialmente nella nostra città. Alla colf proprio non si rinuncia e negli ultimissimi anni la tendenza ha interessato molte donne italiane che, chiuse in altri ambiti lavorativi, si sono gettati in questo antico mestiere che garantisce, comunque, al netto, ogni mese circa 800-900 euro, ma c’è chi aumenta il proprio profitto fino ad arrivare a quota mille.

Solo a Genova, secondo alcune stime, sono circa 4000 le badanti in regola, senza considerare un altro migliaio non a norma. In testa in questa speciale graduatoria ci sono le cittadine in arrivo dall’Ecuador. Ma se fino al 2007 questa nazione egemonizzava incontrastata, ora sente il fiato di altre etnie e delle italiane. A Genova le badanti donne sono il 94% e quasi il 35% arrivano proprio da Quito e dintorni. Il resto della torta è spartito tra peruviane, albanesi, romene (in grande crescita), ucraine, russe e polacche. In calo le filippine, che furono le prime colf a metà anni Ottanta. Salgono le italiane, mentre l’età media è di 52 anni.

La piaga del nero, anche se è diminuita nel corso degli ultimi anni, rappresenta sempre un problema da debellare. Molte persone, infatti, dichiarano di dare meno soldi in busta paga alle badanti per risparmiare sulle tasse. Ma con il decreto “salva Italia” anche questi furbetti rischiano pesanti sanzioni. La delegazione cittadina con più badanti resta Albaro, che svetta a quota mille tra in regola e in nero, seguita da Castelletto, Carignano e Nervi.

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