Carlo Felice, e' crisi

Da un lato c'è la Cgil che va all'attacco della giunta Marco Doria e di come è stato gestito il teatro più importante

del capoluogo ligure, dall'altro c'è la situazione assai delicata dei precari del Carlo Felice, ai quali è stato proposto un altro anno di contratti di solidarietà.

Per salvare il teatro che porta un nome sabaudo, il Comune di Genova si è impegnato a varare un piano d'emergenza, che scontenta, però, sia i dipendenti, che il maggior sindacato cittadino, che va giù duro. Il piano prevede un abbassamento degli stipendi dei 265 dipendenti della Fondazione, ma anche di sfoltire gradualmente l'organico, che appare troppo folto secondo tutti i calcoli. In ballo ci sarebbero una cinquantina di posti di lavoro da tagliare e qui inizia la guerra sotterranea da parte del sindacato di sinistra, che si erge a paladino della salvaguardia dei posti di lavoro del Carlo Felice. Per Silvio Ferrari, storico membro della Fondazione, "il teatro è sull'orlo del baratro, faremo di tutto per salvarlo, ma persiste un grave problema strutturale che ci impone di ridurre il costo del lavoro, pena la scomparsa per sempre del Carlo Felice.

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