Stranieri, soffia il vento della crisi

Vedevano il Bel Paese come l’eldorado dove fare fortuna e mettere radici. Invece, in pochi anni, anche per molti stranieri

residenti a Genova la situazione è peggiorata, se non precipitata. Se si eccettuano le attività gestite da commercianti cinesi, le uniche che hanno sempre un conto in attivo, per gli altri stranieri la vita si fa sempre più dura. Da qui l’idea nata a Quito, capitale dell’Ecuador, e sponsorizzata da molti sudamericani residenti nella nostra città, di far ritorno al proprio paese d’origine.

Sono proprio gli ecuadoregni, i peruviani e i filippini, ossia le tre etnie impegnate da sempre nella cura degli anziani a casa, a dover fare i conti con famiglie italiane che non si possono più permettere i badanti. In effetti, tra stipendio e servizi contributivi, una colf può costare anche fino a 1200 euro al mese e non tutti i nuclei si possono permettere di spendere una cifra così elevata.

Diverso il caso degli stranieri arrivati dall’Est Europa, come romeni, albanesi o ucraini. Anche loro hanno risentito di questa ondata di crisi e da Genova sono stati fin qui circa 200 che hanno fatto le valigie per ritornare nei propri paesi d’origine, complice la distanza non siderale. Anche loro, come i sudamericani, sono per lo più impiegati nell’assistenza degli anziani, ma non mancano infermieri specializzati (la momento al riparo dal crac), operai e commesse.

Sorridono, invece, i cinesi. Dalle loro parti abbassare la saracinesca è una parola vietata, se è vero che dal 2007 ad oggi, nel solo Comune di Genova, hanno aperto ben 200 negozi, ultimo il doppio store di fronte alla stazione Brignole. Ma prima ancora, nel 2009, aveva fatto effetto l’acquisizione da parte dell’ex Stefanzl in via Ventotene, al Lagaccio. Se fino a qualche anno fa i cinesi possedevano solo ristoranti, ora hanno aperto parrucchieri, bar, negozi d’abbigliamento (oltre 150 in tutto il territorio comunale). I magrebini, invece, si sono specializzati nei negozi di frutta e verdura, ma per loro gli affari non sono così in discesa, vista la concorrenza dei supermercati e discount, e così si riciclano nel “porta a porta”, utilissimo per gli anziani che hanno difficoltà motorie.

In netta espansione le attività legate al kebab, oltre 50 da Voltri a Nervi, tette gestite da asiatici o nordafricani.

Pin It

GenovaSì TV

Notizie

Cultura

Spettacoli

Sport