Gran festa con padrone di casa Franco Ardoino

Franco Ardoino

Franco Ardoino, il "re" delle feste, è il primo da destra

È stata celebrata, come sempre con sontuosi risvolti, la “serata di Natale”, organizzata dall’”Europeo”

Franco Ardoino. Come sempre serata sobria, divertente, allegra, vissuta tra piatti di lusso e “scoponi” divertenti. Ai tavoli i “principi” delle carte: ovviamente da Aldo Spinelli, all’avvocato Gianfranco Paneri (raro esemplare di attento studioso delle carte, così come lo è del foro genovese fra i grandi avvocati…), padre Mario Galli, lo stesso Franco Ardoino, l’impeccabile Marco Semino, che indossava uno fra i più eleganti abiti “ingessati” del momento, ed anche fra i più pesanti (sembrava lievemente gobbo dalla pesantezza dell’abito), il che ha fatto divertire molto il Presidente (si fa per dire) Edoardo Garrone.
Costui è stato tempestato di domande sul futuro della Samp, da lui serenamente ceduta al “Viperetta”. Per questo è sembrato fra i personaggi più sereni e liberi. Lo ha sottolineato lui stesso: “Ora posso parlare solo di eolico”. Le strette di mano e le battute si sono sprecate fra lui e Spinelli, così come accadeva in passato quando alle prime “edizioni” di questa serata partecipava l’indimenticato Duccio.
Doveva venire anche il “Viperetta”, lo aveva anticipato lo stesso Spinellone. Una battuta? Uno scoop mancato? Una provocazione irriverente? Fatto sta che il “Viperetta” in un “Sobrio” abito rossonero, ha fatto il bello (e soprattutto) il cattivo tempo con Pardo e se ne è infischiato dei suoi amici genovesi. Meglio così: la serata è stata infatti sobria, elegante e non caratterizzata da folclore goliardico e da qualche battutaccia tipica del personaggio viperiano. Una tavolata di lusso si diceva, simpatica, con spunti piacevoli, in un clima che piace sempre tanto al padrone di casa Franco. Per questo sono sempre presenti il Presidente Principe della Carige Cesare Albani Castelbarco, come al seguito l’immancabile amministratore delegato Montani. Costui, nella precedente “serata” aveva evidenziato un gusto particolare facendo fuori oltre tre chili di fave, l’altra sera è stato inondato di bolliti e di trippa sontuose, rendendogli la vita straordinaria.
Immancabili i “luminari del bisturi”, guidati dal professor Angelo carella, in partenza per San Francisco: “E’ certo – ha sorriso – che laggiù non troverò sei bolliti così straordinari!”. Con lui si godevano trippe e mostarde varie, con gli altri professori da Tunisi a Gambino, a Puppo imperatore del catetere.
Gran giocatore di scopone e sempre sorridente il colonnello Milli, una delle colonne portanti di questa serata: ricordava con tristezza l’amico Piero Rossi, scomparso tempo addietro, suo amicissimo.
Sempre sornione e silenzioso il Manager dei saloni automobilistici, Silvano Siri. Il suo, professionalmente parlando, è un momento felice: la “Piave Motori” di proprietà della famiglia Siri, sta andando a gonfie vele, i suoi produttori sono impegnatissimi con tanti clienti. Accanto alla proprietà, non manca un attento e insostituibile “Presidente”, Domenico Palazzolo, presente l’altra sera accanto a Siri e stimatore soprattutto di stupendi “cotechini” serviti con estremo garbo e sorriso unico da quel Luca, indispensabile per un servizio di primo ordine.
Non ha perso una battuta Piero Lazzeri, impegnato a seguire sul suo “Ipad” Genoa – Palermo. Al gol di Dybala, gli è andato per traverso una forchettata di trippa, recuperata tuttavia allo splendido gol di Bertolacci. Seguivano la partita anche Spinelli (“Basta con questi arbitri che non vedono i rigori…”), e pure il presidente del Consiglio comunale, Giorgio Guerello, molto chiacchierato (simpaticamente) per il suo “attaccamento” alla nuova linea verde di Cofferati. Lui, con il suo garbo solito non si scomponeva: “Me lo ha fatto fare una strategia politica…” ha sorriso.
Ospite gradito, apparso per la prima volta, quel Barreca che domina la scena pallanuotistica (leggi Pro Recco) e porta avanti la politica di un tal Volpi, nome ormai emerso nel calcio ed altro.
Come sempre “insidioso” e acuto (caustiche sempre le sue battute) Marco Desiderato, in verità “uomo di casa Ardoino”, visto che passa le sue giornate ai tavoli dell’acquario "ardoiniano".
Chiudeva il gruppone il comandante Massimiliano Tinella. Che si saranno detti? Che Tinella abbia voluto dare una “multa” ai bolliti di Franco? Ne dubitiamo…

di Vittorio Sirianni

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