30 anni – Auguri Murena Suite

L'esterno del bar Murena

L'esterno del bar Murena

Che festa l’altra sera! Via XX Settembre, invasa dalla Genova che conta, imprenditori, magistrati, avvocati, belle

donne. Tutti a festeggiare i trent’anni della “Murena Suite”, il vero e suggestivo punto di riferimento di coloro che amano il mangiar bene, il piacere di un incontro con la più croccante brioche del mondo, e con le focaccine farcite più sfiziose il “Murena Suite” ha una storia, meglio, ha segnato un pezzo di storia mondano – gastronomica, significativo in città. Lo racconta, con un po’ di commozione, ma anche con grande orgoglio, la titolare Franca Garrone, moglie di quel Mario che fu il creatore di questo pub di lusso. Franca, oggi (dopo la perdita del consorte nel 2005), è il nume tutelare del Murena. Al suo fianco i due figlioli Fabrizio e Christian: dal locale di corso Sardegna, a via XX Settembre, a diventare il santuario dell’onesto peccato, come lo ha definito qualcuno, il “bar delle donne”. Perché qui, ogni giorno, arrivano le più belle ragazze della città, le più piccanti signore sposate, le amanti più affascinanti.
Un cappuccino dal Murena è segno di nobiltà, e quanti stranieri lo hanno scoperto ed hanno scoperto soprattutto le famose “linguine al farro” con pistacchio e riso salato (che invenzione, cara Franca, regina della cucina!).
Allora, signora Franca, quanti ricordi in trent’anni, “tanti, tanti. E tanti sacrifici. Eravamo, negli anni Ottanta, in corso Sardegna, quando un bel giorno Mario, marito straordinario ma un po’ pazzo, mi arriva in casa e mi dice: <Ho comprato quel bar che mi piace tanto in via XX Settembre>”.
UN COLPO AL CUORE. “In un primo tempo, ma poi tutto è andato per il meglio e dal 1985 siamo qui, prima più piccoli, oggi più grandi”.
Perché tanto successo? “Perché lavoriamo con correttezza e professionalità. Una famiglia: io e i ragazzi e una manciata di collaboratori molto bravi. Facciamo sempre prodotti di casa nostra. Creiamo amicizia. Non vi è dubbio che il “Murena Suite” rappresenti un esempio di grande amore per il lavoro e per la città di Genova, nel ricordo di Mario e Christian oggi hanno preso in mano le redini del locale e lo stanno portando a livello di lusso. Hanno vinto, anche, tanti premi a livello nazionale, nei vari concorsi “Cibus” e “Bar d’Italia”, sempre vincitori.
Cosa ricorda signora Franca di quegli anni Ottanta?
“Sono stati i migliori per il nostro lancio. Qui arrivavano tutti i nomi importanti, erano gli anni della Sampdoria, che aveva la sede proprio sopra di noi. Mio marito era un genoano sfegatato e non le dico le battaglie con i blucerchiati, da Mantovani ed Ajazzone. Qui venivano Mancini, Vialli, quando arrivava Gullit (mangiava tre brioches per volta) le donne impazzivano…”.
Già. Perché qui durante la giornata entrano i personaggi più significativi della città: ci sono magistrati che scendono dal palazzo di Giustizia e che si fanno favolosi cappuccini, ma anche ottimi sul far delle tredici, quando hanno già mandato in galera quelli giusti. Gli avvocati si sprecano. Ormai mitico è l’aperitivo del mezzogiorno dell’avvocato Lucio Ferraro (a mezzogiorno ha già vinto le sue tre o quattro cause giornaliere). Attorniato solitamente da alcune fra le più belle donne genovesi, dalla Marina, che veste come se fosse in via Montenapoleone, alla pittrice francese “fascino parigino” Valery. E che dire dell’avvocatessa Desy Comini…Sempre all’altezza della situazione, sono immancabili i più significativi dirigenti di Equitalia che, qui, ricevano solo piacevoli saluti e parole di solidarietà. Vero dottoressa Lagomarsino? Vero dottor Lesina? Tempo fa arrivò qui lo chef degli chef, Barbieri: voleva assaporare uno dei piatti tipici fra i più richiesti il “Wellness City Gym”, dedicato agli amanti della palestra, farro perlato, riso profumato, basmati, petto di pollo alla piastra e verdure Julienne. Un incanto.
E che dire dei collaboratori, alla cassa (ma non solo) quell’Ornella dagli occhi di giada, fascino anni Trenta, i caffè più gustosi sono quelli di Roberto (“il mio caffè significa felicità”). Luca, che corre sempre e le belle giovani Rita e Gioia, pensate, arrivano dalla Nigeria (a loro il passaporto lo hanno dato, non come a Salvini…), Mary, Mimmo e Mansuri, figli di “Egitto”, garbati come le acque del Nilo e Valeria e Paola che sta per rientrare dopo aver dato alla luce due stupendi gemelli.
Insomma: una “grande famiglia”, come se si fosse nella fiction di “Rai Uno”. E un successo che non va spegnendosi, anzi.
E’ commossa Franca. Ed anche Mario, l’altra sera, chissà, da dove, ha abbracciato la sua bella famiglia…

VITTORIO SIRIANNI

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