Sestri Ponente si ribella ai cinesi

I cinesi sono la preoccupazione numero uno dei commercianti di Sestri Ponente

I cinesi sono la preoccupazione numero uno dei commercianti di Sestri Ponente

Sestri Ponente non ci sta, è preoccupata per il futuro dei propri commercianti, strangolati dalle tasse

e dalla concorrenza di cinesi, indiani e nordafricani. I commercianti di Sestri Ponente alzano le barricate. Temono di ritrovarsi con un nuovo negozio al posto della Upim nella centralissima via Sestri dal prossimo gennaio, proprio nel corso principale della delegazione del Ponente genovese. Un negozio cinese. Il meno gradito. E si dicono pronti a dimostrazioni, manifestazioni e proteste. Fino all’iniziativa più clamorosa: la chiusura dei conti aperti in Banca Carige, proprietaria dello stabile.
Agostino Gazzo, presidente del Civ di Sestri, è il capofila di questa sommossa popolare, si dice preoccupato per una concorrenza che sarebbe sleale, visti i prezzi e la qualità dei prodotti, e farebbe abbassare drasticamente gli incassi.
Non è la prima volta che i commercianti di Sestri Ponente si uniscono per fare un fronte comune: era già successo nel 2012 quando si ventilò la chiusura dello stabilimento di Fincantieri.

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