L'anatema di Bagnasco

Il cardinale Bagnasco ha attaccato l'immobilismo della città

Il cardinale Bagnasco ha attaccato l'immobilismo della città

A margine della tradizionale marcia di Sant'Egidio di ieri, come ogni primo dell'anno dalla chiesa dell'Annunziata

in zona universitaria, è duro il Cardinale Angelo Bagnasco verso Genova: basta con l'immobilismo, basta con la religione del sospetto e dell'invidia che affonda la città e blocca ogni iniziativa. Genova rischia di restare isolata nella sua inerzia. Bagnasco ha effettuato un discorso a 360°: "Rischiamo di trasformare la città in una luminosa residenza per anziani e null'altro" ha affermato l'arcivescovo "Possiamo stare a guardare? Possiamo aspettare tempi migliori? Ma non siamo anche noi protagonisti dei tempi migliori? O siamo diventati così fatalisti?", dice il cardinale nel tradizionale discorso pronunciato in occasione della cerimonia del Te Deum di fine anno. "Sembra che nei rapporti prevalga il sospetto reciproco e forse il sentimento dell'invidia come se ognuno, singoli e istituzioni, avesse timore degli altri che siano nemici o profittatori o ognuno dovesse fare vedere che è migliore degli altri. Ma se una società sprofonda, non è stato bravo nessuno e nessuno può guardare dalla finestra della storia".

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