Confesercenti contraria all'aumento tariffe Amiu

L'Amiu pensa a dei ritocchi delle bollette

L'Amiu pensa a dei ritocchi delle bollette

Un netto e deciso "no" all'aumento, nell'aria da giorni, sulle tariffe dell'Amiu. Ad annunciarlo è la Confesercenti

Genova pronta a intraprendere qualsiasi azione pur di salvaguardare i cittadini genovesi e i propri assistiti. Tra l'altro la notizia di possibili ritocchi sulle bollette dell'Amiu arriva proprio nei giorni dello scandalo di Scarpino, sulle alture di Sestri Ponente, dove il percolato, formato da liquami dei rifiuti, sta minacciando parecchie famiglie genovesi che abitano nel ponente con i rischi tossici che ne derivano. Ecco l'arringa di Andrea Dameri, presidente di Confesercenti, sezione Genova. "Siamo assolutamente d’accordo con Amiu nel sostenere che lo sversamento di percolato nei rivi e nelle falde acquifere cittadine è un’emergenza gravissima e di assoluta priorità, che necessita di immediati interventi strutturali, non solo tampone, per garantire la salute di chi vive, lavora e produce nell’area limitrofa a Scarpino e nella vallata; persone e colleghi a cui va la nostra solidarietà più sentita, non solo formale. Ma diciamo fin da ora, in maniera chiara e netta, che in nessun caso accetteremo ipotesi di aumento di qualsiasi entità esso sia delle tariffe per lo smaltimento rifiuti a carico delle impreseDopo aver sopportato aumenti con punte dell’80% senza reali possibilità di discussione, dopo aver assistito a manifestazioni e proteste di vario genere, spesso degenerate, dopo aver avuto ricorsi amministrativi, istigazioni alla disobbedienza fiscale, nonché iter giudiziari per vicende di corruzione relative proprio allo smaltimento rifiuti, la sola ipotesi di possibili aumenti è semplicemente inaccettabile ed anche irresponsabile proprio alla luce della forte carica di tensione sociale che attraversa il tessuto economico e non solo. Non vi è ancora un quadro chiaro della Iuc e della componente Tari, non abbiamo aperto ancora alcun tavolo con l’amministrazione comunale, peraltro più volte sollecitato; non sappiamo ancora se sarà possibile riportare nell’alveo dell’equità fiscale il rapporto tra tariffa e reale produzione di rifiuti, e già si parla di aumenti e si ha il coraggio di dichiarare che gli errori di gestione di anni verranno fatti pagare ancora una volta a imprese e cittadini. Dichiariamo fin da subito che di fronte alla sola idea di aggravio metteremo in campo qualsiasi strumento di contrasto, anche in sede legale, e che intendiamo sederci ad un tavolo per parlare di riequilibrio dei carichi tra utenze domestiche e imprese (che pagano molto più del dovuto), di riduzione per le categorie più penalizzate, d’introduzione di parametri di equità all’interno delle singoli categorie per distinguere tra situazioni imparagonabili non valutabili sulla base della superficie dei locali".

 

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