Che tristezza piazza Settembrini coi cancelli

La "cancellizazzione2 di Genova iniziò con le Colombiadi del 1992, quando in primis fu sbarrato il Porto Antico, per delimitare l'area Expo dal centro storico. I cancelli rimasero in vita ed in funzione, ma poi non furono più utilizzati. Essi furono riproposti dopo qualche anno in taluni vicoli pericolosi del centro storico: per non tappezzare di telecamere i caruggi, ecco allora la pensata dei cancelli anti scippo, anti spaccio, anti ubriaconi, anti persone che urinavano in mezzo alla strada. Sono cresciuti come funghi, in via Balbi, via Pre', alla Maddalena, via Cairoli, via Lomellini, via Gramsci.
Ma se nei vicoli genovesi ha un senso visto che si trattava di zona degradate, alcune di esse tirate a lucido come i Trogoli di Santa Brigida, fa specie il caso di Sampierdarena, con la centrale piazza Settembrini sbarrata di notte. Infatti, fino alla chiusura, non mancavano risse tra ecuadoriani, albanesi, rumeni, o nordafricani o ancora centrafricani. Con la strada invasa di cocci di bottiglie di birra, senza contare gli schiamazzi fino a tarda ora di chi amava sollazzarsi sulle panchine della piazza. Una decisione quasi scontata quella di mettere i cancelli, ma che tristezza vederli serrati di notte. E' il senso del degrado e della mancanza di sicurezza che latita in taluni quartieri della città.

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