Residenze, caos tra professionisti, Comune di Genova e cittadini

Il Dottor Guglilemo Bonanno, vice presidente nazionale C.N.A.G. e T., Consiglio Nazionale Giuristi e Tributaristi, lancia l'allarme ed entra nel merito di una situazione venutasi a creare di recente tra gli sportelli Caf / Patronato (e professionisti) da una parte e gli uffici anagrafe del Comune di Genova dall'altra.

<Purtroppo, nell'ultimo anno e mezzo, regna una confusione totale tra i caf cittadini ed il Comune, ossia essi, per evitare code estenuanti all'anagrafe e tempi biblici, si rivolgono a professionisti per trasmettere le richieste di cancellazione, variazione ed iscrizione delle residenze, ma tra questi ed il Comune non ci sono accordi scritti, e nonostante i tentativi di raggiungere i responsabili dell'anagrafe, la situazione tende a peggiorare>.

Ma in cosa consiste la confusione che avverte il Dottor Bonanno? Il giurista genovese entra nel dettaglio: <Per i cittadini ed i professionisti la trafila diventa una sorta di via crucis, essi spesso hanno difficoltà nel reperire la documentazione.
I professionisti inviano le pratiche con la documentazione in loro possesso senza possedere gli strumenti necessari per verificare che i dati dichiarati dal richiedente siano veritieri. Così, anche per le firme apposte sui moduli dei proprietari di casa. A questo punto, quando il Comune si rende conto che vi sono delle incongruenze, invece di contattare i diretti responsabili, inizia uno scambio di mail con i professionisti stessi; talvolta, il Comune segnala un errore per ogni mail. Errori che non possono essere evitati, in quanto non vi è alcuna possibilità di verifica da parte dei professionisti o dei presunti intermediari. Un esempio per tutti: se il proprietario dell'immobile afferma di vivere in via Mario Rossi, ed invece la sua residenza è diversa, il Comune respinge la domanda, chiedendo al mittente di riportare la vera residenza. Oppure, se il Comune ha dei dubbi sulla firma apposta sui moduli, invece di contattare i firmatari, respinge la domanda, contestando la firma. E dimenticando che i suddetti presunti intermediari non hanno alcuna facoltà, onere o responsabilità, in merito alla genuinità delle firme. Sarebbe bene che il Comune, una volta ricevuta la documentazione, contatti direttamente i richiedenti ai recapiti dichiarati, senza obbligare i cittadini ed i professionisti a ripetere la pratica numerose volte>.

<E' assurdo come non sia stato ancora stabilito un iter chiaro e che, ancora una volta, il servizio pubblico si rivolga a terzi per sopperire alle proprie mancanze; infatti, oltre a non riuscire a rispondere alle esigenze dei cittadini, si mostra particolarmente zelante nei confronti dei sempre presunti intermediari che, per puro senso civico, si sono fatti carico di numerosi problemi> chiosa Bonanno. 

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