L'anniversario dei 2000 genovesi morti in guerra

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa sulla strage di genovesi inerme durante la seconda guerra mondiale di San Benigno, per via dell'esplosione della "santa barbara" ponentina. Una strage "partigiana" secondo la storiografia di destra, ma oscurata per anni dai vincitori, tacitata e quasi nascosta:

Il MODAVI Genova (Movimento delle Associazioni di Volontariato Italiano) ricorda che oggi, lunedì 11/10/2021 alle ore 17,00 (presso la targa commemorativa apposta presso la Caserma dei Vigili del Fuoco di San Benigno (Via Albertazzi 2) verranno ricordati i circa 2.000 genovesi uccisi nella strage partigiana del 10/10/1944 (77°anniversario), di cui si unisce rassegna stampa e bibliografica (allegato 1).
A proposito della strage auspichiamo che:
1. la Repubblica Italiana, nata dalla cosiddetta resistenza, intenda far luce su questo e molti altri eventi che hanno segnato di croci innocenti la storia italiana (dalla guerra civile 1943-1945 al Triangolo Rosso dell'Emilia del primo dopoguerra);
2. la Magistratura genovese apra una inchiesta sulla strage di San Benigno, non solo sulla base degli studi e ricerche copiosi e dettagliati di Raffaele Francesca (vedi allegato 1) ma anche sul documento prodotto da Emanuele Mastrangelo della rivista “Storia in Rete” e proveniente dall'allora O.S.S. (poi C.I.A., 23/11/1944, allegato 2), in cui si parla di un atto deliberato di sabotaggio;
3. il Comune di Genova eriga un monumento dignitoso, in aggiunta alla targa attuale sui muri della Caserma dei Vigli del Fuoco, a perenne ricordo dei propri cittadini che nella strageperirono, ad esempio ubicandola negli ampi spazi antistanti le due torri ad uso abitativo erette a pochi metri dalla stessa Caserma. A proposito dell'importanza di far luce su questa strage, anche da parte partigiana, e come fonte giudiziaria (essendo state raccolte molte testimonianze) ricordiamo che lo stesso Primo Partigiano d'Italia Aldo Gastaldi “Bisagno” (anticomunista quanto antifascista e antinazista), che morì il 21/05/1945 a Cisano di Bardolino, sul lago di Garda, in un sospetto incidente automobilistico, dopo aver espresso la necessità, per la credibilità del movimento partigiano, di indagare sui molti crimini dei partigiani comunisti (da Porzius a Via Rasella, per ottenere la rappresagnia tedesca con la eliminazione dei partigiani non comunisti incarcerati), tra cui quelli che fecero l'attentato-strage di San Benigno. Sui seri dubbi sulla sua morte, ci riferiamo in particolare il libro “Bisagno” di Marco Gandolfo (Itaca Libri, 2018) basato sul precedente documentario omonimo del 2015, dello stesso Gandolfo(allegato come DVD al libro).

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