Genova, entro il 2020 differenziata al 65%

Un nuovo ciclo di rifiuti coerente con il programma di “Europa 2020” che consiste nell’adozione di un modello

di “economia circolare” fondata su una società che ricicla e riduce la produzione di rifiuti utilizzandoli come risorsa. Su questa base l’Amministrazione del Comune di Genova ha deciso di “rifondare” il ciclo dei rifiuti prodotti dalla nostra area metropolitana, a iniziare dall’evoluzione dell’impiantistica della raccolta differenziata e dalla valorizzazione dei rifiuti. Non si tratta tanto di una sfida ma di un nuovo inizio.

“I rifiuti - ha detto l’assessore all’ambiente Valeria Garotta, che ha proposto in Giunta una delibera su questo tema - non devono più rappresentare un problema ma una opportunità. Questo provvedimento, che è una proposta di Giunta al Consiglio, rappresenta la cornice entro cui Amiu dovrà scrivere, entro il 31 luglio, il nuovo piano industriale, sul recupero di materia, sull’impiantistica in supporto alla raccolta differenziata e la previsione di un biodigestore per il trattamento della parte organica, la separazione del secco dall’umido e la realizzazione di un’isola ecologica per municipio. Si tratta di una proposta al Consiglio e siamo aperti a contributi che possano arricchirla e integrarla nell'ottica di una condivisione più ampia possibile. Fondamentale - ha proseguito Garotta - è il contributo dei cittadini, che devono sentire la raccolta differenziata come una battaglia di civiltà, in cui ognuno è protagonista nel bene e nel male del proprio futuro. Un obbligo morale, conclude l’assessore”.

Entro il 2020, dunque, nessun materiale recuperabile finirà sottoterra, ma verrà riciclato (tecnicamente materia prima seconda) e servirà per produrre energia pulita.  “Oggi, ha continuato Garotta, siamo poco sotto il 35% mentre il piano regionale dei rifiuti in realtà prevede obiettivi, almeno del 50% nel 2016 e del 65% nel 2020. Anche il “collegato ambientale” alla legge di stabilità, in discussione alle Camere, ha continuato l’assessore, ci dà qualche anno di respiro per adeguarci agli obiettivi di legge.  Il traguardo che ci siamo posti come Giunta è di tagliare il traguardo entro i tempi previsti dal piano regionale dei Rifiuti, con l’ambizione di anticiparli”. 

A luglio 2014 partirà la fase uno della raccolta porta a porta dell'umido in 600 utenze commerciali cittadine, a dicembre 2014 la fase due in circa 1.600 bar, ristoranti e mense, a settembre 2014 inizierà la raccolta di prossimità dell'umido per le utenze domestiche con l'obiettivo di estenderla in tutta la città entro il 2015.

“Entro il 31 dicembre 2014 -  dice l’assessore all’Ambiente -  Amiu Spa dovrà presentare un piano per realizzare almeno un'isola ecologica per ogni Municipio genovese. C'è l'impegno forte della giunta per ridiscutere l'assetto delle aree Ilva non più funzionali alla siderurgia con la nascita di un grande polo tecnologico ambientalmente avanzato grazie alla sinergia tra un biodigestore e il depuratore in corso di progettazione da parte di Iren. Il piano industriale di Amiu dovrà quantificare gli investimenti necessari e dovrà anche dire quali sono i possibili assi di finanziamento, non c'è singolarmente il tema del partner privato, ma c'è la richiesta all'azienda di formulare una proposta di come finanziare gli impianti che dobbiamo realizzare". 

In vista delle nuove assunzioni a tempo indeterminato per il fabbisogno di Amiu, l'assessore anticipa che la giunta è orientata ad un modello basato su personale dipendente piuttosto che sul ricorso a personale esterno.

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