Verso una fusione tra il San Martino e Villa Scassi

Sabato scorso, sulle pagine di Repubblica, è apparsa la notizia che il nuovo piano socio sanitario prevede l'ipotesi di una fusione tra il San Martino e Villa Scassi, con la creazione di un'unica Azienda Ospedaliera metropolitana. Un'ipotesi che dovrebbe entrare in vigore entro l'anno, come previsto dalla Struttura di Missione della Sanità Ligure.
 
Nei fatti, significa aprire la strada alla privatizzazione dell'Ospedale degli Erzelli e rivoluzionare l'organizzazione della sanità nell'area metropolitana genovese. 
 
Nelle prossime ore depositeremo una richiesta di convocazione della Commissione Sanità
per avere risposte in merito a questa notizia, ma anticipo alcune considerazioni.
 
La prima è che - nonostante le smentite e il fatto che i Consiglieri Regionali non abbiano mai ricevuto le bozze del Piano, che ci vengono negate - da tempo si sta lavorando al Piano Socio Sanitario rigorosamente nelle stanze tecniche della struttura di missione escludendo il confronto e la discussione politica complessiva  e approvandolo a pezzi: l'anno scorso con il Gaslini diffuso, ora con l'azienda ospedaliera unica. Una modalità di lavoro peraltro contraria alla programmazione prevista dalle leggi in materia e che soffoca la partecipazione degli operatori e dei territori. 
 
La seconda è che l'ipotesi della fusione San Martino-Villa Scassi ha visto persino la reazione indignata di Fratelli d'Italia che si è lamentata che "il piano è calato dall'alto" e che "la struttura di missione non parla con nessuno". Ottimo, mi fa piacere che se ne siano accorti anche loro. Mi aspetto che tengano questa posizione durante la discussione del provvedimento, ma ho qualche dubbio visto che quando, pochi giorni fa, ho proposto l'abolizione della struttura di missione, Fratelli d'Italia, che ora la critica, l'ha tenuta in piedi.
 
Mentre da un lato Regione Liguria ridisegna a tasselli la nostra rete ospedaliera, dall'altro non c'è monitoraggio della situazione attuale: i Pronto Soccorso versano in una situazione inaccettabile e ALISA dovrebbe svolgere il proprio ruolo mettendoli in condizione di funzionare in maniera adeguata, con interventi immediati. Ma non lo fa.
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