La Cassazione ridimensiona le Strisce Blu

Uno dei tanti parcheggi a pagamento a Genova

Uno dei tanti parcheggi a pagamento a Genova

Ci pensa la Cassazione a limitare con paletti ben precisi l'ampio raggio delle Strisce Blu. Si prospettano

tempi cupi per le amministrazioni comunali, vedi il Comune di Genova, che pensano di far cassa facile con le Strisce Blu, le famigerate aree a pagamento che hanno letteralmente invaso quasi ogni quartiere di Genova e non solo il centro città come è giusto che sia (anche Sestri Ponente, Pegli, Sampierdarena, Sturla, Albaro, Castelletto, Marassi e San Fruttuoso hanno parcheggi a pagamento). Con l’ordinanza numero 18575 pubblicata ieri dalla Corte di Cassazione,  sarà più semplice per gli automobilisti ottenere l’annullamento della multa per non avere corrisposto il prezzo del “grattino” nelle zone di sosta a pagamento. Spetta al Comune, pertanto, dover provare l’esistenza di aree a libera sosta nelle vicinanze e non al “multato”. Nel caso di specie i giudici di legittimità hanno accolto il ricorso di una donna sanzionata per aver parcheggiato nell’area a pagamento senza esporre il tagliando. Ribaltata la sentenza di merito che aveva rigettato il ricorso della cittadina che lamentava l’inesistenza di zone gratuite contigue a quelle a pagamento.

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