La muraglia cinese a Genova

Un interno di un negozio cinese

Un interno di un negozio cinese

La muraglia cinese. Si intitolava così una doppia maxi inchiesta portata avanti ieri e l'altro ieri sulle pagine

genovesi del "Il Secolo XIX". Un doppio articolo molto ben fatto da una giovane giornalista, Lorenza Castagneri, che ha messo a fuoco l'annoso problema del razzismo al contrario portato avanti da parecchi commercianti cinesi nel capoluogo ligure. Il tutto è nato da una segnalazione di una donna di 40 anni di La Spezia, Monica, che ha segnalato al quotidiano come i cinesi non assumono italiani, ma solo orientali.
La giornalista, durante il primo giorno, ha effettuato un bel giretto in città e in effetti, salvo sporadiche eccezioni, la realtà è giusta. Nessun negoziante cinesi permette agli italiani di lavorare, la loro mafia interna lo vieta. Le eccezioni arrivano sempre da parrucchieri: uno in piazza Giusti a San Fruttuoso, un altro in centro, ma nei bar, centri di massaggi, altri parrucchieri, maxi store e negozi d'abbigliamento si prendono solo cinesi, insomma una situazione vietata in Italia: non si può assumere solo in base alla nazionalità.
Nel secondo articolo la Castagneri ha sentito il parere delle istituzioni, che si sono limitate a fare spallucce e a promettere di approfondire il tema. Insomma, il doppio articolo della giovane giornalista ha fatto bingo e in tanti lo hanno commentato.

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