I tassisti genovesi sul piede di guerra

I tassisti genovesi si sentono minacciati non solo dagli abusivi

I tassisti genovesi si sentono minacciati non solo dagli abusivi

Minacciano di scendere in piazza, di fare come a Roma quando bloccarono le principali arterie della capitale. I tassisti

genovesi si sentono minacciati non solo dagli abusivi, un fenomeno in crescita e quasi all'ombra che si verifica alla sera o alla notte davanti alle discoteche. I tassisti 2.0 di Uber fanno il loro sbarco a Genova e la bagarre è assicurata. Pietra dello scandalo - e oggetto del primo step di arruolamento di personale sotto la Lanterna - è Uberun’applicazione per telefonini di ultima generazione che, partendo dagli Stati Uniti, ha mietuto successi travolgenti un po’ ovunque nel mondo. Una sorta di liberalizzazione tecnologica del trasporto di persone, con potenzialità di diffusione tali da indurre i conducenti delle cosiddette auto da piazza a ribellarsi.«È concorrenza sleale ed è fuori da ogni legge», è il coro degli 870 tassisti di Genova
Una contrapposizione sfociata, altrove - Milano è l’esempio più recente - in scontri anche fisici fra i titolari di regolare licenza e quelli che, agli occhi dei primi, non sono altro che un’altra tipologia di abusivi. «Che sia chiaro - dice il precidente della cooperativa Radio Taxi, Stefano Benassi - noi non intendiamo trascendere. Rimarremo sempre nei binari della legalità, da ogni punto di vista, ma pretendiamo che le istituzioni non facciano finta di niente o tollerino gli abusi come succede altrove».
Genova non è la prima piazza che vede l’affaccio di Uber, che è già attivo, con un ordine di priorità, va da se, conseguente alle potenzialità del mercato, non solo a Milano ma anche a Roma.

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