Addio Pres!

Da ieri il calcio italiano sarà molto più povero. Riccardo Garrone, patron della Sampdoria dal 2002, se n’è andato

nella clinica Montallegro. Noi della stampa sapevamo da tempo della sua lunga malattia che lo aveva gioco forza allontanato dal pianeta blucerchiato, ma per il suo rispetto e quello della famiglia non avevamo menzionato nulla.

Aveva ereditato una società in serie cadetta e nel giro di quattordici mesi l’ha portata in A, poi in Europa League, agli spareggi di Champion’s (persi in maniera rocambolesca con il Werder Brema), alla finalissima di Coppa Italia con la Lazio, ma soprattutto aveva fatto rinascere lo stile Sampdoria, portato avanti il “Ravano”, creatura di Paolo Mantovani, e stilato un progetto serio. Un team degno da primissimi posti.

Di Riccardo Garrone ci mancherà tutto: dalle partite a scopone con Aldo Spinelli, al suo modo di fare da anni cinquanta, con sigaro in bocca, cappello alla marinara, sciarpa al collo, le sue battute pungenti ai cugini rossoblù e quel modo di esultare e placare la folla da vero presidente.

Vittorio Sirianni

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