Stabilimenti balneari aperti tutto l'anno

È una bella giornata autunnale, la gente si rilassa al tiepido sole di una domenica pomeriggio.

Situazioni che succedono spesso in un qualunque posto della Liguria, ma da quest’anno la scena potrebbe ripetersi in un panorama inconsueto: uno delle centinaia di stabilimenti balneari liguri. La Regione ha appena varato una piccola grande rivoluzione: le nuove linee guida per bagni e spiagge libere attrezzate ne permettono infatti l’apertura anche al di fuori della tradizionale stagione balneare, per attività elioterapiche. Chi vorrà potrà restare aperto anche tutto l’anno per offrire la tintarella ai propri clienti.

La decisione, presa d’accordo con i Comuni della costa, punta a destagionalizzare il turismo ligure e incentivarne l’offerta in bassa stagione, anche per fronteggiare una crisi che non accenna a diminuire d’intensità.

La stagione balneare vera e propria comincerà così il 1° maggio per concludersi il 30 settembre (con obbligo di apertura continuata, 9-19, dal primo giugno al 15 settembre). Gli stabilimenti potranno poi decidere di restare aperti anche in altri due periodi: il primo anticipa e allunga la stagione estiva (dal 1 aprile o dalla settimana precedente la Pasqua, al 31 ottobre), il secondo copre tutto l’anno.

Chi sceglie il periodo primavera-autunno dovrà garantire l’apertura giornaliera (orario 9-19) dal 1 maggio al 30 settembre, e un’apertura di almeno quattro giorni alla settimana (festivi e prefestivi obbligatori) almeno dalle 10 alle 16. Potranno essere aperte tutte le attività escluse quelle relative alla balneazione: in poche parole, non si potrà fare il bagno. È previsto un numero minimo di cabine, ombrelloni e sdraio a disposizione.

Gli stessi obblighi intercorrono per chi vuole restare aperto tutto l’anno: le linee guida fissano altresì in dieci mesi il periodo minimo di apertura e in 60 giorni quello massimo per ferie, manutenzioni e ristrutturazioni.

Oltre che sul fronte della semplificazione, la Regione Liguria è impegnata anche su quello della Direttiva Bolkenstein. Ottenuta una deroga per la sua applicazione al 2020, ora si spinge fortemente per una soluzione nazionale: “I cinque anni di deroga ma non servono a nulla, non risolvono il problema”, commenta Gabriele Cascino, assessore regionale all’urbanistica e demanio, “Ci vuole una soluzione definitiva che garantisca gli investimenti privati e quelli pubblici e l’occupazione nel settore balneare nell’indotto”.

In pratica, la Liguria chiederà al nuovo governo un percorso che consideri in maniera differente la disciplina delle concessioni demaniali per gli stabilimenti balneari "in quanto imprese particolari nel contesto delle aziende turistiche europee". E fatti concreti e adempimenti normativi che diano agli operatori le assicurazioni necessarie e indispensabili per programmare la loro attività futura.

REGIONE LIGURIA - GIORNALE DELLA GIUNTA

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