Stranieri in crescita

Un segno “più” abbastanza moderato, lontano anni luce dall’andamento registrato a partire dalla fine

degli anni Novanta. I cittadini stranieri residenti in Liguria sono circa 136.000 e nell’ultimo anno, secondo i dati snocciolati oggi, sono aumentati in maniera quasi impercettibile, molto probabilmente per la crisi economica che ha colpito la nostra nazione. Inoltre nella provincia di Genova il dato è ancora più basso, se confrontato con quello di Imperia e Savona.

Anzi, addirittura c’è una comunità, quella equadoregna, a Genova la più numerosa dal 1996, che sta organizzando, spalleggiata dal governo populista di Correa, un piano di rientro in patria. Al momento, da quando nel 2010 è stato stilato il progetto, circa 200 sudamericani sono ritornati dalle parti di Quito, ma altrettanti sarebbero pronti a seguire le orme dei propri connazionali.

A Genova città gli stranieri residenti sono quasi 40.000, un dato nettamente inferiore a grandi città come Roma, Milano, Torino e Napoli, al pari di Verona, Bologna e Firenze. La comunità più numerosa resta quella ecuadoriana che si sta stabilizzando nel tempo e interscambiando con la popolazione genovese (vedi matrimoni misti), a differenza di quella cinese, assai chiusa. Al secondo posto c’è la comunità albanese, da anni radicalizzata nel levante cittadino, che ha avuto un piccolo boom tra il 2010 e il 2011, mentre al terzo, ma molto distanziata, ecco la comunità marocchina, pressoché stabile (era il primo gruppo fino al 1994).

Seguono i peruviani, i cinesi, gli ucraini, i romeni, i tunisini, i senegalesi e gli egiziani, che sono davanti per un’inerzia agli indiani e ai pachistani.

Le donne rappresentano il 55% degli stranieri in Liguria e questo dato è dovuto all’alto numero di badanti sudamericane e dell’Europa dell’Est.

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