Addio biglietto integrato

Ma come era comodo salire su un bus Amt, per poi scendere davanti a una delle 21 stazioni ferroviarie cittadine

e andare alla volta di un quartiere periferico con uno dei Regionali che albergavano sui binari. Questo comodo servizio integrato tra Amt e TrenItalia si interromperà a breve (dal primo aprile, un bel pesce!), con possibilità quasi pari a zero di essere ripristinato. Colpa di un’azienda, l’Amt, in profondo rosso e a rischio default immediato, un’altra, TrenItalia, che non ha trovato l’accordo giusto e accusa a sua volta perdite, seppur limitate. E poi delle istituzioni locali, che hanno mosso le acque, ma forse non abbastanza per salvare un servizio tanto caro e utile ai cittadini genovesi. A nulla sono valse le proteste delle associazioni di categoria.

Prima, seppure il biglietto ordinario era arrivato a un prezzo folle se comparato con Roma, Torino, Milano e Napoli, si avevano disparati servizi: bus, ascensori, metropolitana, treni locali nella tratta comunale (da Voltri a Nervi, e poi fino a Pontedecimo). Ora è buio totale e gli unici a pagare le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini, alle prese con un servizio che si sdoppierà e lieviterà anche nei costi.

Non sono bastati, quindi, gli interventi del sindaco Marco Doria e dell’assessore regionale Vesco a salvare l’insalvabile. La situazione era compromessa da tempo.

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