Il nodo ferroviario della Lanterna

La più grande rivoluzione mai vista a Genova, ancora maggiore di quella osservata in concomitanza con la nascita

della stazione di Genova Principe Sotterranea. Il nodo ferroviario della Lanterna è un cantiere aperto che ribolle di idee, iniziative e abbozzi sulla carta, ma questa volta il tutto si farà. Infatti è stato sottoscritto l’importante accordo tra la Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e le aziende, a capo di Consorzio Eureka, che si sono aggiudicate l’appalto per la maxi infrastruttura che, come detto, muterà il voto a numerose stazioni genovesi. E così, le nuove stazioni di Prà e Voltri (rifatte tra il 2003 e il 2005) erano solo un antipasto cadenzato di una decina d’anni.

Il fine lavori è previsto per il 2017, intanto i cantieri si sono sbloccati. Come hanno affermato in tandem il sindaco Marco Doria e il Governatore della Liguria Claudio Burlando (foto), si tratta dell’opera pubblica più grande degli ultimi quarant’anni, al pari della costruzione della sopralevata o dell’innalzamento della diga foranea.

Ma andiamo con ordine e vediamo in cosa consistono i cambiamenti: l’asse che collega le due stazioni principali del capoluogo ligure, Principe e Brignole, passerà da 4 a 6 binari e già questo rappresenta una clamorosa svolta, vista la difficile posizione geografia della mega galleria di due chilometri, che taglia in due la city. Come se non bastasse il tunnel di Borzoli avrà una nuova bretella di circa tre chilometri. A Voltri, nell’estremo ponente cittadino, sarà realizzata la nuova “stazione porta” e l’adeguamento dei binari del Vte.

L’assessore regionale alle infrastrutture, la spezzina Raffaella Paita (foto), di recente passata dalla parte di Bersani a quella dei renziani, in netta ascesa in tutta Italia ma non in Liguria, non nasconde la propria gioia: “La parola d’ordine deve essere una sola: sbloccare i cantieri. A quel punto tutto diventa più facile”.

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