Irrompe il caso Amiu

Volano i bidoni della raccolta differenziata della carta all’interno di palazzo Tursi. La scena, ripetuta più volta

e del tutto poco gratificante, si è vista questa mattina, quando alcuni lavoratori hanno fatto irruzione all’interno della sede del Comune di Genova per protestare contro la decisione della giunta Marco Doria (foto) di privatizzare l’Amiu. Sia all’interno dell’aula che fuori è regnato il caos, con i vigili urbani impiegati in una difficile trattativa tra le parti per evitare il degenerare della situazione.

Tra i banchi, infatti, è mancato il numero legale della votazione, viste le assenze compatte delle opposizioni di centrodestra, dei grillini e dei centristi, mentre il tutto è saltato a causa della mancata presenza a sorpresa di alcuni esponenti del Pd e della Lista Doria.

All’esterno è successo di tutto. Al grido “l’Amiu non si tocca” e poi ancora “a casa, a casa” e infine “le rumente siete voi”, i lavoratori hanno assediato, con fischietti in bocca e bandiere dei sindacati, la zona da via Garibaldi. Una volta entrati, è scattato l’allarme perché alcuni “assalitori” apparivano letteralmente fuori di senno. La delibera che afferma la volontà di privatizzare l’Amiu non è affatto piaciuta ai lavoratori. Molti di essi hanno utilizzato i bidoni della raccolta differenziata come tamburi, provocando un effetto assordante nei corridoi di palazzo Tursi.

Il sindaco Marco Doria è sceso dalla trincea per parlare con alcuni lavoratori: “Non vogliamo privatizzare tutto come recita un volantino che ho letto”.

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