Varie ipotesi per la moschea

Finite le vacanze, inizia di nuovo a surriscaldarsi il clima attorno alla moschea. In ballo ci sono diverse ipotesi

ma c'è da registrare le pesanti dichiarazioni dei rappresentanti della comunità islamica genovese, che hanno accusato le varie amministrazioni locali che si sono susseguite negli utimi anni di promettere, senza però mantenere i patti presi.
La storia è arcinota. Fino al 2008, infatti, la moschea doveva essere costruita a Coronata, nel ponente genovese, sulle alture di Cornigliano. Vuoi da una parte la mobilitazione degli abitanti del quartiere, dall'altro il sospetto che dietro alla moschea ci potesse essere qualche organizzazione non a norma con la giustizia, e infine la via dove sarebbe stata ubicata, troppo stretta per consentire l'afflusso dei fedeli, ha fatto saltare tutto.
Allora le attenzioni si sono rivolte alla zona del Lagaccio, dietro al campo di calcio "Ceravolo", ma anche in questo caso, per diversi motivi, tra cui la protesta del comitato "no moschea", guidato dal leghista Felice Ravalli, sono saltate le carte in tavola. Da qui in poi sono arrivate diverse ipotesi: in porto, nell'area del mercato ittico di piazza Cavour, alla Fiera Internazionale. Ieri persino il presidente dell'Authority Luigi Merlo ha ribadito che le banchine non sono un luogo adatto per una moschea, come aveva auspicato il vice sindaco Stefano Bernini. Nei giorni scorsi  l’imam genovese Husein Salah (nella foto) aveva ribadito per l'ennesima volta come Genova deve avere una moschea per i suoi fedeli islamici, circa 12,000 in tutto il Comune.

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