Toto governatore

Claudio Burlando

Claudio Burlando

Si candida, non si ricandida. La sua l'ha detta in tempi non sospetti, al termine del lungo peregrinare

per tutti i comuni della Liguria, delle quattro province, da ponente a levante, passando per l'hinterland. Claudio Burlando aveva annunciato ai quattro venti che non si sarebbe ricandidato alla guida della nostra REgione dopo due mandati, nei quali, nelle tornate elettorali, aveva battuto l'avversario di sempre, Sandro Biasotti, attuale coordinatore della (ri) nascente Forza Italia.
Eppure qualcosa si muove. Prima di Natale la fedelissima di Burlando, la spezzina del Pd Raffaella Paita, recordman di voti nella provincia levantina e assessore della sua giunta, aveva rotto gli indugi, annunciando la sua candidatura. Addirittura aveva imbastito una cena natalizia dal sapore elettorale, con ben sei primari di ospedali genovesi, spezzini e savonesi più Luigi Ballauri, un ex socialista impegnato nel calcio dilettantistico genovese e presidente del consorzio Ca' de Pitta a Molassana. Ma da Spezia, o meglio da Roma, lo spezzino del Pd, da sempre rivale della Paita, Andrea Orlando, braccio destro di Bersani (la Paita è invece passata di recente con Renzi per non appoggiare Cuperlo alle primarie), ha detto agli organi di stampa che secondo lui Burlando a breve ci ripenserà. Ma c'è un retroscena curioso: l'attuale Ministro dell'Ambiente e il governatore ligure non si sono mai amati. Infatti Orlando ha trovato nella legna presente nelle spiagge liguri (portata dalle mareggiate di fine dicembre e dei primi di gennaio) un altro motivo di contendere, contestando la decisione di Burlando di voler bruciare la suddetta legna. Insomma, la sensazione è che siamo solo alle prime scaramucce di una lunga campagna elettorale.

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