Murolo (Fdi): "Bucci va verso il secondo mandato"

1) Tra due anni si voterà a Genova per le comunali. Secondo te ce la farà il centrodestra a centrare uno storico bis?
Le premesse ci sono tutte. Molto dipenderà dal clima politico nazionale, ovviamente, ma il centrodestra unito, guidato da Marco Bucci, ha ottime probabilità di conservare Palazzo Tursi. Del resto, non si vede, a livello comunale, una strategia di opposizione vincente. Confusione delle varie anime della sinistra, certo, ma anche merito di Bucci e del buon lavoro sul territorio.

2) Come ha operato fin qui la giunta Bucci? 
Il fiore all’occhiello è ovviamente la ricostruzione del ponte autostradale. Nonostante le lungaggini iniziali, Bucci, commissario ad acta, ha lavorato intensamente e il risultato è lì, sotto gli occhi di tutti. Ma non trascurerei l’impegno a favore dell’industria genovese – ILVA e non solo – l’intensa attività di collaborazione anti Covid, l’avanzamento di diverse opere pubbliche e, più in generale, la maggiore apertura dimostrata dalla giunta di centrodestra nei confronti delle mille realtà associative della società civile genovese. Meno collateralismo nei confronti degli “amici”, più confronto con la Genova reale, che lavora e che opera nel sociale.   

3) Ti appare positiva e ha portato a qualche risultato la grande sinergia tra le giunte Toti e Bucci?
E’ ovvio che la vicinanza politica tra le due istituzioni garantisce unità d’intenti. Anche per questo dobbiamo lavorare per mantenere Genova nel perimetro del centrodestra di cui fa parte Regione Liguria. Il caso del ponte Morandi è emblematico: Bucci più Toti ha significato rapidità ed efficienza. Ma il discorso vale anche per la difesa degli interessi cittadini nel campo dell’industria, della sanità, specie nella lunga emergenza del Coronavirus. Che la città e la regione parlino con una voce sola nei tavoli istituzionali nazionali ed europei è positivo ed importante. In particolare, diventa decisivo quando i temi riguardano le infrastrutture – strade, ferrovie, porti e aeroporti- che sono la vera posta in gioco del futuro prossimo. Genova e la Liguria vivono di economia dei trasporti e di turismo: non possiamo lasciare spazio a chi dice di no a tutto, a chi, in sostanza, nega il futuro nostro e dei nostri figli.      

4) Avresti mai creduto, se ti avessero detto dieci anni fa, che il centrodestra guida da due legislature la Regione Liguria e da una il Comune, più La Spezia?
Lo scenario politico è cambiato in profondità. La lunga marcia nel deserto è finita. Il centrodestra e la destra, anche in Liguria e a Genova, non sono più figli di un Dio minore. Messi alla prova, stanno dimostrando efficienza e qualità. Stanno costruendo una classe dirigente politico-amministrativa di qualità dalla visione aperta al futuro. Possiamo dirlo con orgoglio: siamo diventati una risorsa. Sta a noi e ai genovesi non sprecarla. Io sono convinto che non accadrà.

5) Cosa manca a Genova per diventare una grande città italiana?
Genova è da sempre una grande città italiana. Deve recuperare visione, progettualità. Deve essere più ambiziosa. Più industria, “pensante”, innovativa, al posto di quella “pesante”, diventata obsoleta; un’università al passo con i tempi; infrastrutture che permettano a persone e merci di spostarsi velocemente, in linea con la vocazione mercantile e di accoglienza della città; infine, una maggiore attenzione al problema demografico, attraverso stanziamenti economici e soprattutto la diffusione di una cultura aperta alla vita. Genova deve finalmente perdere il triste primato della denatalità e dell’invecchiamento. Sarà uno dei temi che dovranno essere affrontati prima e durante la campagna elettorale, magari prendendo esempio dalle province autonome di Trento e Bolzano, le uniche che lavorano attivamente sul fronte dell’accoglienza delle nuove vite, contro le culle vuote. 

6) A livello di infrastrutture Genova è ancora così indietro?
Nei decenni, abbiamo perduto centralità nelle linee ferroviarie e non abbiamo fatto abbastanza per l’aeroporto, a partire dai collegamenti con il resto della città. Il Terzo Valico avanza, ma non c’è ancora. Della Gronda si parla, ma le resistenze sono enormi. Nel rispetto dell’ambiente, bisogna investire risorse e intelligenze affinché Genova recuperi il ritardo accumulato. Lo chiede il mondo economico, a partire dal settore portuale, strategico da sempre; lo chiede il turismo, l’industria e la stessa ambizione di fare di Genova una residenza ambita da chi lavora oltre appennino e vuol godere del clima favorevole. Ma non bastano sole e mare: ci vogliono infrastrutture di livello europeo nella sanità, nell’istruzione, nei servizi. Io sono convinto che solo il centrodestra abbia una visione di lungo periodo su questi temi.

7) Finalmente la Esselunga ha aperto dopo 30 anni di veti incrociati, un bel segnale si svolta per la città.
Il caso Esselunga dimostra appunto la maggiore apertura della giunta Bucci. Trentasei anni per aprire un supermercato alimentare. Poi dicono che non esiste un sistema Coop- sinistra politica. Tuttavia, l’urgenza è oggi difendere con ogni mezzo l’intero mondo del commercio, della ristorazione, della cultura e del tempo libero schiacciato dall’emergenza Covid e dallo strapotere di colossi mondiali che minacciano il benessere di migliaia di famiglie anche a Genova. Su questo il centrodestra deve essere forte, netto e coeso: prima chi lavora, dipendente o autonomo che sia, prima i troppi che – ad ogni età- stanno perdendo non solo il lavoro, ma anche la speranza. E’ la sfida dei prossimi anni: noi ci saremo.   

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