Garibaldi (Pd): “Vaccini in Liguria, situazione complicata”

“La campagna di vaccinazione è l'obiettivo su cui si concentra l'attenzione di tutti, e ogni Paese la sta affrontando cercando di tenere insieme diversi aspetti. Velocità di vaccinazione, approvvigionamento dei vaccini disponibili, priorità di somministrazione a partire dai più fragili, e vigilanza sull'efficacia e sicurezza dei vaccini. 

In questo quadro, nel giro di poco più di un mese, le autorità regolatorie del farmaco si sono espresse sulle modalità di somministrazione di Astrazeneca.
Una nota positiva: il fatto che ci sia un controllo attentissimo in merito alle reazioni avverse e la ricerca di eventuali correlazioni, significa che la farmacovigilanza - così si chiama - rende i vaccini sempre più sicuri nella loro somministrazione. E che, anche di fronte a rarissimi casi dubbi, il sistema si attiva e dispone in maniera più precisa le modalità di somministrazione.
La nota negativa è, invece, di comunicazione e di mancato coordinamento tra i vari stati: in questi giorni si è sviluppata una ulteriore messa in discussione del vaccino Astrazeneca, che non è stata accompagnata dalle iniziative necessarie per spiegare che il vaccino è sicuro, e che occorre proseguire la campagna di vaccinazione. 

Una ondata emotiva e di preoccupazione, legittime, di fronte alle informazioni che sono circolate in queste settimane e che hanno portato molti ad avere timore.
 Alla fine di questa settimana, le autorità hanno disposto - a livello nazionale - l'utilizzo prioritario di Astrazeneca per gli over 60. Un dato che sta comportando la riprogrammazione della campagna di vaccinazione nazionale, a cui anche le Regioni devono adeguarsi. 

La situazione della nostra Regione è ancora più complicata. Nel senso che continuiamo a veleggiare tra le ultime posizioni in classifica, e allo stesso tempo continuiamo ad avere più di centomila dosi di vaccino da distribuire, non essendo però ancora riusciti a vaccinare gli over 80.

In Liguria non mancano i vaccini, manca la strategia e un piano che parta dai più fragili. Con le dosi attuali, si potrebbe erogare la prima dose per gli over 80 e i fragili già entro la fine del mese, e non farli aspettare oltre maggio. E la necessità di rifare le agende, e riprogrammare la campagna, alla luce degli ultimi eventi, dovrebbe avere come obiettivo prioritario proprio questo: accelerare il più possibile nel proteggere i più fragili, che vanno vaccinati per primi. 

E invece il quadro è sempre più confuso, tra hub che partono e centri che rimangono senza vaccini: in tutto ciò, si verifica pure l'incapacità di gestire la comunicazione del piano con una card che annunciava la programmazione per gli over 60 a ingenerare confusione su confusione. Lunedì c'è una Commissione speciale sul tema "piano regionale vaccini".

Chiederemo di fare chiarezza lì, su numeri di vaccinati, tempistiche, azioni, per uscire dal caos e garantire percorsi chiari ed efficaci a tutti”.

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