Ne vedremo delle belle

La sensazione è che davvero ne vedremo delle belle alle prossime elezioni politiche,

in programma il 24 e il 25 febbraio, almeno per quello che concerne la nostra cara Liguria. Proprio nel giorno della decisione, dati Istat alla mano, che la nostra regione perde un collegio alla Camera dei Deputati a causa del calo degli abitanti, ecco che si scalda il motore delle ennesime primarie all’interno del Pd e di Sel per eleggere i propri senatori e deputati dal popolo, aggirando il “Porcellum”. Primarie assai rosa all’interno del Pd, con ben otto donne a fronte dei soli cinque uomini in lista, tra i quali spicca il segretario regionale Basso, ex Margherita, bersaniano di ferro e della prima ora. Ma in casa del partito di Vendola bisogna fare i conti con una pericolosa spaccatura interna: da un lato il segretaria regionale Quaranta, dall’altra il consigliere regionale Rossi, escluso dalla scelta del primo.

Nei prossimi giorni, la corsa all’acquisto dei montiani potrebbe assumere davvero parecchi nomi eccellenti, “vip” della politica esclusi in casa Pd o Pdl, con Fli, Italiafuura, ossia la nuova creatura politica di Montezemolo benedetta dalla Marcegaglia, e l’Udc, pronti a guidare un Terzo Polo assai agguerrito, che sorvolerà il 20% secondo le stime dei sondaggisti.

E poi c’è un centro destra in crisi d’identità, che punterà anche in Liguria a limitare i danni e perdere con onore. I sondaggi sono impietosi; il solito refrain di un’alleanza verticale tra un Pdl frazionato che ha perso molti cocci ai lati e una Lega Nord orfana di Umberto Bossi non tira più, mentre il nuovo soggetto creato ad hoc dalla Meloni, La Russa e Crosetto, “Centrodestra nazionale”, è tutto da verificare, una sorta di Alleanza Nazionale in piccolo formato, che si aggiunge alla ventina di partiti e partitini che si presenteranno ai nastri di partenza.

In tutto questo marasma, bisognerà fare i conti con l’agguerrita pattuglia del Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo, i cui adepti nei giorni scorsi hanno raccolto le firme valide per presentarsi in ogni angolo di Genova. Nei banchetti di piazza Baracca a Sestri Ponente, in quello di via San Lorenzo, in via XX Settembre e a Sampierdarena sono stati centinaia e centinaia i genovesi che si sono fermati per sottoscrivere il programma. Lo tsunami del comico genovese Beppe Grillo è pronto a rompere gli argini del parlamento romano, ma anche lui ha perso alcuni big nei giorni scorsi per polemiche sterili e un settarismo apparso eccessivo ai più.

Non bisogna dimenticare, è questo è lo sparacchio del Pd anche in Liguria, il cosiddetto quarto polo, guidato a livello nazionale dall’ex magistrato Ingroia, che nella nostra città ha già trovato il sostegno di Don Gallo.

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