Il vantaggio si riduce

Sondaggi al rush finale. Per quanto concerne il collegio della Liguria, importante ma mai vitale come Lombardia,

Lazio, Sicilia e Veneto, si profila un successo, con un abbondante margine, per la coalizione di centro sinistra. Eppur qualcosa si muove. Il divario tra le due principali coalizioni si è assottigliato anche nella nostra regione.

Se alla Camera dei Deputati non ci dovrebbero essere particolari problemi per l’asse di ferro Pd, Sel, Centro Democratico e Psi (quest’ultimo partito è assente nella nostra regione per la mancanza di firme raccolte), al Senato della Repubblica gli equilibri sono precari.

Da Sarzana a Ventimiglia, il centrodestra di Berlusconi è dato in risalita. Una leggera ripresa dovuta forse agli scandali legati al Mps, o ancora all’exploit in tv da Santoro del Cavaliere.

Secondo gli ultimissimi sondaggi, visto che da ora cala il silenzio in questo argomento, nella nostra regione la coalizione progressista avrebbe un margine di vantaggio di circa otto-nove punti percentuali. Con il centrodestra tallonato dal movimento Cinque Stelle del comico genovese Beppe Grillo, seguito dal blocco di centro del premier uscente Mario Monti, che nella nostra regione fatica ed arretra. Rivoluzione Civile dell’ex (?) magistrato Ingroia segue a ruota libera, accreditato di un 4,5% nel sondaggio locale. Solo briciole per Oscar Giannino e il suo Fare per Fermare il Declino, così come gli irriducibili del Partito Comunista dei Lavoratori del savonese Ferrando.

Vittorio Sirianni

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