Lo Tsunami fa il pienone

Prima Savona, dove il comico nerviese Beppe Grillo ha detto tutto e il contrario di tutto, poi la centrale

piazza De Ferrari a Genova. Nel giro di una manciata di ore anche la nostra regione è stata invasa dalle sparate di Grillo, davvero in gran forma. Un monologo durato oltre tre ore tra piazza Sisto IV nella città della Torretta e all’ombra della Lanterna. Per un totale di quasi 30.000 spettatori, circa 10.000 nel ponente, il rimanente a Genova, dove Grillo ha esordito con un “vi conosco tutti quanti, è bello parlare alla mia città”.

Le sparate del comico leader del Movimento Cinque Stelle sono state il classico refrain del suo repertorio. Grillo, nel corso dello Tsunami tour, ne ha avute davvero per tutti: da Berlusconi (chiamato ancora una volta con l’appellativo di “nano”), passando alle banche gestite dall’asse Pci, Pds, Ds e Pd. Per poi attaccare il governo tecnocrate di Monti, la sinistra, il centro e ancora la destra. Ha promesso che una volta entrati in parlamento, i grillini apriranno le porte del potere alle gente comune. Ha tuonato contro la Rai, “ne basta una, le altre due le vendiamo”, contro i giornali mantenuti in piedi dalle sovvenzioni statali, ha giurato che i suoi parlamentari bloccheranno tutte le commissioni e si ridurranno di due terzi lo stipendio. Inoltre, ciliegina sulla torta, il comico (ora trasformato in politico) ha bastonato tutta la vecchia partitocrazia, definita “morta”, fatto due calcoli sulle grandi opere, inutili a detta sua, e sull’Imu, una ingiustizia della natura.

Vittorio Sirianni

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