E’ caccia all’ultimo voto

Ormai ci siamo, ancora una manciata di giorni di serrata campagna elettorale e poi si va al voto

per le elezioni politiche. Gli elettori genovesi, in calo rispetto alle ultime consultazioni nazionali del 2008 (stravinse il centrodestra), ma ancora di meno se si confrontano i dati del 2006 (successo risicato dell’Unione di Romano Prodi), sono inseriti nel collegio ligure. Una fetta di terra che ha perso un rappresentante da mandare allo scranno di Roma proprio a causa di questo calo demografico, che ora inquadra la nostra regione sotto il milione e seicentomila abitanti.

Gli ultimissimi giorni si presentano bollenti. Il termometro è stato surriscaldato dallo Tsunami Tour di Beppe Grillo domenica sera a piazza De Ferrari, ma un po’ tutti i big nazionali faranno sentire la loro voce. In queste ore a Genova ci sono Mussi di Rivoluzione Civile e la Viale della Lega Nord, senza dimenticare la passeggiata di Fini di una decina di giorni fa in pieno centro.

Il tutto con un occhio alle plance elettorale, molto piene di simboli, ma manca quella animosità tipica delle elezioni Comunali e Regionali tra i vari candidati e gli attacchini, che si contendono gli spazi stabiliti.

Solo il Pd sta effettuando davvero un portentoso rush finale, oseremo dire quasi un “porta a porta” mobilitando i 350 circa volontari delle primarie di dicembre, che al motto “porta dieci amici al seggio” si stanno scatenando tra volantini e gazebo in strada. L’ondata di anti politica è evidente, ma la speranza del partito di Bersani è quella di portare in dote dalla Liguria il premio di maggioranza al Senato, che sarebbe assai prezioso.

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