Confusione in pentola

In pochi, tra i politici genovesi doc eletti a Roma dopo l’ultima tornata elettorale, sembrano ancora avere le idee

chiare su quanto accadrà nei prossimi giorni al Senato della Repubblica. Se alla Camera i giochi sono fatti, in questo emiciclo è tutto da decidere. Ogni ipotesi è sul tavolo: da quella di un governo strettamente tecnico, una sorta di riproposizione di Mario Monti (sarà Passera?), a una grande coalizione, a un accordo con i grillini. Esclusa per mancanza di numeri sulla carta l’ipotesi di un monocolore grillino, lanciato come provocazione dal Beppe nazionale.

In questi giorni caotici inizia a deflagrarsi il grande centro. Monti, assieme ai suoi fidi Riccardi e Montezemolo, avrebbe sondato per un eventuale accordo sottobanco o con un centrosinistra senza i diktat di Vendola e della Cgil, o pure con un centrodestra privo del padre padrone Berlusconi, con in testa un Alfano assai ragionevole all’accordo.

E in Liguria che succede? Biasotti (FOTO) del Pdl, al suo secondo mandato di fila sugli scranni della capitale, ha già fatto capire che si potrebbe tentare un accordo in linea di massima su alcuni punti con i grillini. Il sampierdarenese Basso del Pd si è spinto oltre, affermando che lui sarebbe addirittura disposto a votare un governo di larghe intese con il Movimento Cinque Stelle. In tutto questo trambusto, il suo giovane collega di partito, l’attuale primo cittadino di Bogliasco Luca Pastorino, volato a Roma per il rotto della cuffia, ha chiuso la porta in faccia al comico e al suo spin doctor Casaleggio.

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