Scintille nel PD per le unioni civili

Come era ampiamente prevedibile sono volati gli stracci all’interno delle due anime del Partito Democratico genovese:

quella tradizionalmente cattolica, legata alla Curia e al cardinale Bagnasco in particolare, opposta alla corrente laicista, in netta maggioranza, come d'altronde in tutto lo stivale.

Il motivo del “casus belli” sono state le dichiarazioni dell’Arcivescovo di Genova Bagnasco in seguito alle unioni civili varate dalla giunta del sindaco Marco Doria (foto), che le aveva promesse in campagna elettorale, per poi mantenere la parola.

Le unioni civili, distanti anni luce da un matrimonio, hanno fatto traboccare il vaso ad alcuni esponenti cattolici del partito del segretario Pierluigi Bersani. Veardo e Vassallo, personalità di spicco nella nostra città, hanno subito alzato cortine fumogene, definendole “non necessarie”. Anche Plinio del Pdl non ha fatto mancare le proprie riserve. Se per Bagnasco così facendo si mina il valore tradizionale della famiglia, anzi la si indebolisce fortemente, di parere opposto il giudizio di Villa (ex Udc, che poi aveva sbattuto la porta in faccia al partito di Casini), che le definisce “segno di civiltà e invece mettono i brividi le parole di Bagnasco”.

Questa dichiarazione, abbastanza netta nei confronti del presidente della Cei (Conferenza Episcopale Italiana), ha allarmato il segretario locale del Pd Lunardon, che ha precisato: “Il Pd come partito è a favore delle unioni civili, ma le dichiarazione di un suo esponente vanno prese a titolo puramente personale”, con chiaro riferimento alle parole di Villa.

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