Dalla parte di Bersani

L’apertura del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, al Pdl per ragion di stato sull’elezione al Presidente della Repubblica

e su un possibile governassimo, proprio non piace alla maggioranza degli iscritti del Pd a Genova, che si ricompattano attorno alla figura del segretario in pectore Pierluigi Bersani.

E’ quanto emerge da un rapido giro tra gli esponenti di spicco del capoluogo ligure. A seguire Renzi, il volto nuovo e sempre più accreditato secondo i mass media per raccogliere l’eredità di un Bersani apparso stanco e di altri tempi, sono in pochi a Genova. D'altronde questo dato era emerso all’epoca delle primarie, stravinte in Liguria da Bersani. Renzi, che ha un grande appeal sui giovani e sui simpatizzanti di centrosinistra non legati all’establishment della vecchia nomenclatura del Pci, guarda anche ai moderati del centrodestra. Con loro, i quali hanno sempre affermato che in caso di Renzi candidato premier Berlusconi non sarebbe sceso in campo, si potrebbe attuare un governassimo di larghe intese stile Spd – Cdu in Germania, ma ci sono tanti ostacoli da superare. A partire dai riottosi del Movimento Cinque Stelle, che sembrano sempre più duri e puri, eccezion fatta per una pattuglia di deputati e senatori, disposti a trattare con il Pd per uscire da questa situazione di impasse.

A Genova Renzi poteva contare sull’appoggio certo dell’ex segretario cittadino del Pd Victor Rasetto e sul presidente di Eataly, l’emergente Oscar Farinetti. Basteranno per ribaltare questa proporzione di forze?

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