Guerra Pd - Marco Doria

Le ambasciate si sono esaurite da tempo. Ormai, tra il Partito Demnocratico, che pure lo aveva appoggiato in piena

regola alle elezioni ma non alle primarie (divise tra la Vincenzi e la Pinotti), e Marco Doria, è scattata l’ora della guerra aperta.

A dare il segnale, il che non promette nulla di buono per il primo cittadino in questi ulteriori quattro anni di mandato, è stato il capogruppo del partito di Pierluigi Bersani al Comune di Genova, Simone Farello, ex assessore al traffico della giunta Vincenzi, uno che ama girare sempre in bus. Farello è andato giù duro sulla giunta scelta da Doria, accusandola di non intervenire sulla crisi in atto che sta azzoppando la città. “Alla città non stiamo dando un buon segnale” ha rincarato la dose il giovane esponente di spicco del Pd, da sempre in posizione di criticità aperta verso il “barone rosso”, discendente della nobile casata dei Doria e residente nel cuore verde di Albaro.

“Deve essere l’occupazione al centro della nostra agenda e non altri temi – tuona Farello – Proprio nei giorni nei quali la Selex e la Fiera mandano a casa dei dipendenti, noi discutiamo di altri argomenti. Siamo diventati un palazzo chiuso nella propria bottega”.

La sensazione è che Farello abbia espresso solo un malcelato malumore che aleggia da settimane all’interno del Pd. Le sue frase hanno fatto seguito a quelle espresse da Vassallo e Veardo, sempre del Pd e rappresentanti del mondo cattolico da tempo vicini alla curia genovese, in particolare per l’apertura di Doria sul registro delle unioni di fatto, in agenda in campagna elettorale.

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