La sorpresa Monteleone

Prima che sbucasse dal cilindro il nome santifico di Giorgio Napolitano, tra i votanti al quinto round in seduta plenaria

alla Camera dei Deputati c’è stato più che un sussulto nel leggere Rosario Monteleone, nell’urna, alle spalle di Rodotà, con 15 voti espressi, un gruzzolo niente male per il presidente dell’Assemblea regionale della Liguria dal 29 marzo 2010, fautore da sempre di un centro sinistra allargato, che abbracci, stile Ulivo del 2006, tutte le varie anime, da Rifondazione comunista fino all’Udc. Un esperimento riuscito in parte in altre realtà locale, ma che qui regge solo grazie all’abilità politica del governatore Claudio Burlando, il grande artefice dell’operazione.

Segretario regionale dell’Udc, Monteleone ha ottenuto questo pacchetto di voti dai rappresentanti del partito di Casini, che ora stanno convergendo verso Napolitano. Anche Laura Boldrini, la presidentessa della Camera, come si evince dalle telecamere della Rai, ha espresso una certa sorpresa quando ha letto per la prima volta il suo nome, subito ripetuto, come se si trattasse di uno scherzo di qualche collega deputato.

Monteleone ha una grande esperienza, da uomo navigato in politica, stile Prima Repubblica, una persona dalla vasta cultura, legato da sempre ad ambienti cattolici. È dal 2000 che è attivo in piena regola in politica quando ricoprì l’incarico di assessore con deleghe al Patrimonio e alle Politiche abitative. L’apice lo ebbe nel 2012 quando il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano lo ha nominato cavaliere.

Reggino (nel senso calabrese) e tifoso della Sampdoria, Monteleone ama Genova e in particolare il suo quartiere natio, la Foce, dove è considerato molto bene dai propri abitanti.

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