Chi mandare in Parlamento?

Ci sono scandali in tutte le istituzioni. E' ormai assodato che si fa politica per arricchirsi, non certo per servire il popolo.

Tutti sono d'accordo che la Casta va ridotta e devono diminuire i privilegi. Ora si grida che non bisogna più dare soldi ai partiti, visto la fine che fanno. Nessuna ricorda più che con un referendum popolare gli italiani avevano deciso di abolire il finanziamento pubblico dei partiti. I partiti avevano rimediato subito con una legge che aveva restituito i privilegi. Si era detto che era l'unico modo per evitare il dilagare della corruzione. Perché se non avessero avuto più i soldi dallo Stato i partiti avrebbero dovuto rivolgersi ai privati. E le elargizioni dei privati sono un do ut deus, questo è chiaro. Poi si è scoperto che anche se hanno i soldi dallo Stato i partiti li chiedono pure ai privati. Con tutte le feste che fanno, non bastano mai. E chi pensa al futuro della famiglia cerca di farsi un gruzzoletto anche in Svizzera.
Il Pdl è più che mai in crisi. In Liguria il coordinatore regionale Michele Scandroglio dice che bisogna rivoltare il partito come un calzino. D'accordo, ma con che criterio effettuare il cambiamento? L'unico che cerca di fare qualcosa e alla luce del sole è un giornalista, il bergamasco Massimiliano Lussana, il coraggioso responsabile dell'edizione ligure de "Il Giornale" (di Berlusconi). Ha rispolverato i tagliandini che l'hanno reso famoso. E ha chiesto al popolo de "Il Giornale" di indicare chi deve andare a Montecitorio e a Palazzo Madama e dai tagliandini indirettamente si intuisce chi deve andare a casa.
Ma questi sondaggi possono avere una credibilità. Lussana è un giornalista integerrimo, non manipola, pubblica quello che arriva. Così dalla classifica si apprende che è in lizza anche Silvio Berlusconi che ha gli stessi voti di Andrea Cambiaso. E il leader del Pdl Angelino Alfano è a pari merito con il deputato genovese Roberto Cassinelli, a suo tempo nominato da Claudio Scajola. Ma l'ex ministro, sia per la casa con vista Colosseo sia per l'inchiesta sul porto di Imperia è in netto ribasso. Sinora ha racimolato solo 3 voti, quanti Luciano Ardoino (degli Ardoino del ristorante Europa). Troviamo inoltre l'ex ministro socialista Gianni De Micheli che evidentemente in Liguria ha ancora qualche amico e persino Magdi Cristiano Allam, che proprio con Genova non ci azzecca.
Ci sono personaggi che non sono riusciti a entrare in consiglio comunale e nemmeno nei municipi ma gradirebbero approdare in Parlamento. Ma ci sono anche tante sorprese. Uno di queste è il bomber del Manchester City Mario Balotelli. Il che fa supporre che tanti prendano questo referendum come uno scherzo.
Sicuramente non hanno voluto scherzare i magnifici 72 che hanno votato Massimiliano Lussana (foto), che ha 2 voti in più di Gianni Arena, ex assessore alla cultura del Comune di Rapallo defenestrato dall'allora sindaco Mentore Campodonico perché su "Panorama" era apparsa una sua foto mentre faceva il saluto romano (cioè il saluto fascista). E Lussana meriterebbe sicuramente il Parlamento. Nel giornalismo è sprecato.

Elio Domeniconi

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