Marco Doria contestato

Era nell'aria da settimane. Ma nessuno si sarebbe immaginato una contestazione così dura e cruda nei confronti

del primo cittadino Marco Doria. Una polemica nata all’interno di una costola della sua coalizione, quel ramo di estrema sinistra che si sente tradito dalle mancate promesse fatte in campagna elettorale. Il tutto è nato durante un incontro pubblico al Teatro della Tosse con la città a un anno esatto dalla sua elezione a sindaco. A urlare in faccia parole poco gratificanti sono stati soprattutto gli esponenti dei centri sociali cittadini, i comitati No Tav della val Polcevera e un movimento che si occupa del diritto alla casa.

Il clou è arrivato quando sono arrivati una quarantina di esponenti dei centri sociali, volti arci noti alle forze dell’ordine. Un ragazzo del Buridda, il centro autogestito in via Bertani, un tempo sede della facoltà di Economia e Commercio, prima ha srotolato uno striscione, poi ha preso la parola cercando di convincere il sindaco a non sgomberare i ragazzi. “Casa per tutti subito” è stato lo slogan più gettonato, ma anche “fermate gli sfratti” ha avuto un certo successo, con Doria impietrito che osservava gli eventi. Poi è stato il sindaco a prendere il microfono: “Ho ascoltato le ragioni della vostra protesta, ora cercate di farmi parlare” ha detto invano il “barone rosso”. “Abbiamo risorse limitate, non posso fare miracoli” ha cercato di spiegare il primo cittadino eletto nel 2012 al termine del ballottaggio vinto contro il candidato centrista Enrico Musso.

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