Renzi fa il pienone

Un vero e proprio tornado di idee, proposte, anche rivoluzionarie e innovative. Come era logico aspettarsi

la visita di ieri di Renzi a Genova è stata all'insegna delle novità. Il "rottamatore", prima si è fatto intervistare dal noto giornalista Enrico Mentana, interrotto ben 37 volte dagli applausi di una platea in visibilio, ancora più che per il premier Letta, poi è andato allo stadio a gustarsi il pokerissimo gigliato su un Genoa inerme, quasi allo sbando, specialmente nella prima frazione (e il derby è alle porte).
“Al congresso, che deve essere fatto entro e non oltre il prossimo 7 novembre come impone il regolamento, senza giri o scorciatoie, io non voglio il voto di una corrente, ma il voto di uomini e donne liberi che hanno a cuore l’Italia e il Pd. Che non si dica i renziani vogliono votare alle primarie, il popolo di centrosinistra vuole partecipare in maniera democratica - ha detto il sindaco di Firenze - Credo che tutti voi non abbiate lo stesso interesse per la notizia, il punto è se vogliamo che alla prossima Festa, il Pd smetta di essere quello che è stato alle ultime elezioni. Non è importante cosa faccio io da grande, ma che si torni a vincere, non sbagliando più il calcio di rigore a porta vuota”. Matteo Renzi, quindi, farà “tutto quello che può servire”. Disponibile a guidare il Pd da segretario? “Bisogna vedere se lo sono anche gli elettori del nostro partiti e di quelli alleati, non sono io che decido. E lo dico a Genova, nella patria di Beppe Grillo, lui padre dello streaming che porta i suoi in un bunker per decidere”. A stretto giro arrivano le pepate reazioni degli altri esponenti di partito. L'ex segretario Pierluigi Bersani lo punge: "E' lui il leader delle correnti". Il milanese Pippo Civati, candidato alla segreteria e vicino ai grillini: "Dica qualcosa di sinistra, ci vuole la sinistra nel Pd".

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