I punti di Epifani alla Festa del Pd

Il segretario sale sul palco in leggero ritardo sulla tabella di marcia, al fianco del fido Basso, il segretario regionale del Pd

ma è subito un fiume in piena. Gugliemo Epifani, cresciuto all'interno del Psi e quindi primo segretario del partito a non raccogliere l'eredità del vecchio Pci, ha stupito un po' tutti per un discorso a braccio di sinistra, molto sbilanciato su temi progressisti. A Genova Epifani ha rimarcato un "no" secco, forte e deciso sulla grazia all'ex Premier Silvio Berlusconi, poi ha ricordato le radici del capoluogo ligure: i valori della resistenza, Genova medaglia d'oro per quello che ha fatto nel liberarsi dai nazi-fascisti, il sacrificio di Guido Rossa contro le brigate rosse e Don Gallo, il prete degli ultimi.
Epifani ha poi concluso l'intervento sottolineando l'importanza di un governo in questo cruciale momento per l'economia italiana. "I partiti sono un bene di questa nazione e un sinonimo di democrazia, che Grillo se ne faccia una ragione" ha chiuso con una frecciata ai Cinque Stelle.
Salito sul palco fra gli applausi intorno alle 17.30, il segretario “traghettatore” del Partito Democratico ha incominciato parlando di Genova, «città partigiana» e del suo ruolo nell’economia e nel mondo del lavoro italiano.
In particolare, Epifani ha detto che «la tragedia del porto e le difficoltà industriali meritavano un segno della nostra presenza» e che «Genova è città del lavoro e del G

 

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