Il Trio Lescano al Duse

Chi dimentica alcune fra le più belle canzoni degli anni Quaranta come Tulipan, Ma le gambe, Maramao,

Pippo non lo sa, Signorina grandi firme, La famiglia canterina? Ebbene tutto questo repertorio aveva tre eccezionali, indimenticabili interpreti: il «Trio Lescano» che furoreggiava dal 1935 al 1942. La sua storia verrà riproposta in un suggestivo spettacolo del Teatro Nudo, mercoledì 30 gennaio al Duse fino a domenica 3 febbraio, dal titolo: «La leggerezza del Trio Lescano».

In questo «concerto-teatro» tre musicisti e tre attrici (Lidia Treccani, Sara Cianfriglia, Simona Fasano) racconteranno la storia del mitico trio vocale attraverso i mutamenti musicali degli anni ’40 con la censura e lo swing che dall’America arriva penetrando nel tessuto musicale italiano in contrappunto con lo spaccato storico dell’Italia fascista, riscoprendo così la necessità di ricordare la storia con i suoi corsi e ricorsi...

I tre musicisti sono Edmondo Romano (clarinetto), Luca Falomi (chitarra), Roberto Piga (violino), la voce fuori campo sarà di Aldo Ottobrino, gli arrangiamenti di Edmondo Romano (fra i più attenti musicisti di oggi).

La storia di queste «tre grazie» è straordinariamente avventurosa e bizzarra: i loro nomi erano Alessandra (Alexandrina Eveline), Giuditta (Iudith), Caterinetta (Katharina Matjie) Leschan all’anagrafe e Lescano per il resto del mondo. Divennero dive radiofoniche di raro fascino avvolte nello swing, ungheresi di cittadinanza, olandesi di nascita ed ebree per trasmissione diretta.

Arrivano in Italia nel 1935, incontrano un manager di nome Carlo Prato legato all’Eiar che le mette subito a cantare armonizzando le loro tre voci: un modo di cantare modernissimo perché richiamava lo swing, musica all’avanguardia per l’epoca. Nel 1938 le Lescano sono già all’apice del successo, guadagnano mille lire al giorno (quando la canzoncina faceva: «Se potessi avere mille lire al mese...»). Rimangono alla ribalta fino al ’42, ma essendo ebree la persecuzione nazista le annulla quasi, anche se molti amici cercheranno di proteggerle. Ed è curioso che la loro carriera si arresti proprio a Genova, al Teatro Grattacielo. Era il 1943, il trio continua a girare l’Italia e a fare successo. Le tre sorelle vengono arrestate in scena a Genova, non dalla polizia fascista, ma dalla Gestapo. Probabilmente per una delazione di un altro trio concorrente, almeno così si sussurrava all’epoca. Scarcerate a guerra finita restano a Saint Vincent, ma ormai la loro immagine legata all’epoca fascista, finisce per annullarsi definitivamente.

«L’idea dello spettacolo - dice Edmondo Romano - nasce dal desiderio di approfondire il decennio ’35/’45 attraverso un percorso musicale. Ecco la curiosità attorno al Trio Lescano».

Va ricordato che in quel periodo esce il libro «Le ragazze dello swing» di Gabriele Eschenanzi. Il Teatro Nudo lo contatta e nasce questo spettacolo con la consulenza storica appunto di Eschenanzi. Ma v’è un altro curioso episodio attorno a questa avventura scenica: l’anno scorso è uscito il libro «I miei Tu-li-pan» di Alba Beirasla figlia di Maria Bria. Questa Maria Bria è rimasta l’alter ego, senza identità, di Caterinetta Lescano dopo il ’46 nella tournée in America.

Il Trio Lescano infatti, per mantenere la popolarità e il prestigio, non ha mai rivelato l’identità della sostituta: per tutti Maria Bria era la sorella minore di Caterinetta. Oggi, Maria (nata nel 1925) vive a Milano ed ha accettato di essere ospite dello spettacolo, al Duse, durante il quale donerà un medley di solista in lingua spagnolo-portoghese.

Vittorio Sirianni

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