E' Stato la Mafia? Travaglio a Genova

Tempo di elezioni, di disinformazione additata e reale, di incertezza politica ma non solo. In un periodo del genere,

l’ultimo spettacolo di Marco Travaglio è stato un’occasione luminosa.

Al Politeama Genovese, la sera del 27 febbraio, il celebre vicedirettore del Fatto Quotidiano ha proposto ad una platea straripante il suo ultimo spettacolo d’informazione: “È stato la mafia”.

Un lavoro con una struttura granitica e semplice: due ore e quaranta senza intervallo in un fiume di informazioni e fatti, in un unico lungo editoriale. Il tema centrale è stato la trattativa Stato-Mafia, ritornata recentemente al centro delle cronache politiche e non solo.

Travaglio ha esposto con rigore tutti i dati in suo possesso, procedendo schematicamente con connessioni logiche, elenchi oggettivi di fatti e via dicendo; un lavoro giornalistico e di informazione di qualità, mai noioso nonostante la sua notevole densità.

Ad alleggerire la formula stavano degli stacchetti suonati con tastiera e violino, necessari al pubblico per assimilare le informazioni e al giornalista per riprendere evidentemente fiato.

Notevole anche la presenza di Isabella Ferrari, attrice amica di Travaglio, che tra una pausa e l’altra ha recitato alcuni monologhi di grandi personaggi della storia del nostro paese: da Pier Paolo Pasolini a Ennio Flaiano, da Pertini a Gaber.

Un lavoro completo e organico, che apre gli occhi dello spettatore che sia sufficientemente interessato da seguirne il totale svolgimento.

Nella prima parte, comunque, Travaglio non ha rinunciato ad un po’ di attualità facendo una piccola apertura sul tema delle liste pulite e della presentabilità, molto attuale in questi giorni dopo le elezioni.  Lo svolgimento è stato più serio e più composto; dopotutto non si può scherzare su cose come la strage di via d’Amelio. L’ironia e le frecciatine hanno lasciato spazio doveroso alla fredda elencazione di eventi e di fatti, per mettere alla luce quella che non si può definire in altro modo se non realtà inquietante.

La conclusione è stata, se vogliamo, più tradizionale; con una lettura del “Discorso sulla Costituzione” di Piero Calamandrei, affidata alla voce di Isabella Ferrari che, pochi secondi prima del buio conclusivo, ha recitato: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione.”

Quando la serata finisce si riflette molto, come capita che faccia fare la grande informazione.

“ Votare informati ” questo avrebbe dovuto essere il titolo originale dello spettacolo, modificato in extremis causa elezioni. Travaglio, parafrasando uno slogan della nettezza urbana milanese,  ci ricorda che “ Il Parlamento è anche nostro, aiutiamoci a tenerlo pulito!”

Corrado Fizzarotti

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