Sogno in una notte

Debutta al Teatro della Tosse di Genova, in Prima Nazionale, giovedì 4 aprile “Sogno in una notte d’estate”,

la nuova produzione della Tosse con la regia di Emanuele Conte tratto dalla commedia di William Shakespeare.

Con quest’opera, il bardo di Avon descriveva e si prendeva gioco dei costumi e delle tradizioni del tempo, contrapponendo letteratura classica e fiabe della tradizione del Nord.

Il ‘’Sogno’’ è una commedia che analizza e mette in scena il tema del “passaggio” attraverso le intricate vicende dei suoi protagonisti.

La collocazione temporale della vicenda non è casuale ma nel diverso conteggio delle stagioni adottato nell’Inghilterra shakesperiana la “mezza estate” del titolo andava a coincidere con il solstizio d’estate, la Notte di San Giovanni. Una data simbolica che ha sempre rappresentato un passaggio e che nel corso del tempo è stata festeggiata con rituali pagani legati al fuoco, alla semina e al cambiamento, assimilati successivamente anche dalle tradizioni cristiane.

In questa sua particolare versione, l’opera mette in evidenza il tema della sessualità, esaminando le pulsioni tipiche della gioventù che comprendono sia la sfera fisica sia quella sentimentale.

La storia si svolge tra il buio del bosco e la luce della reggia di Teseo. Tra le ombre della selva tutto è concesso e i ragazzi (ma anche i sovrani delle fate) possono dare libero sfogo alle loro pulsioni attraverso i turbamenti e le confusioni tipiche della gioventù.

La luce della reggia di Teseo rappresenta invece il simbolico accesso alla maturità che rende più miti questi impulsi. Nel finale i protagonisti, che assistono alla rappresentazione messa in scena da degli artigiani, hanno un atteggiamento di divertito distacco da quelle vicende che infondo raccontano loro stessi.

Stiamo parlando insomma di una commedia quasi psicanalitica, che mette in risalto ogni aspetto dell’intimità, anticipando di fatto gli studi sulla sessualità di inizio novecento (inutile accennare alla ”Interpretazione dei Sogni” di Freud).

La scena di Luigi Ferrando ed Emanuele Conte punta decisamente sull'ambientazione del bosco, scoprendo i lati oscuri di una foresta notturna rigurgitante creature ambigue e mostruose;  il tutto per restituire allo spettatore le stesse suggestive emozioni che regalano le grandi fiabe del passato.

Un ruolo rilevante per l’atmosfera lo ricoprono anche i costumi realizzati in puro stile gotico da Bruno Cereseto.

Insomma una gustosa prima, con diversi elementi onirici e dionisiaci: proprio quello che ci vuole per un po’ d’evasione da questa realtà.

Le repliche continueranno fino al 17 aprile. 

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