Fabrizio Augello: "Pieve Ligure, da 8 anni la mia casa"

Fabrizio Augello, è il vice presidente del Pieve Ligure

Fabrizio Augello, è il vice presidente del Pieve Ligure

PIEVE LIGURE (GE). Intervista a 360 gradi con il vice presidente del glorioso Pieve Ligure, il Dottor Fabrizio Augello, vera anima della società rivierasca, nonchè valente imprenditore di successo nella nostra regione.

1) Augello, un bilancio della stagione del Pieve Ligure (prima squadra e settore giovanile) fino all’improvviso stop dettato dal Coronavirus?
Questa stagione si era caratterizzata per una annata con molti chiari e pochi scuri, sportivamente sia la Prima Squadra che il settore giovanile ed i nostri Esordienti stavano facendo molto bene. La Prima era seconda in piena lotta per salire e con un calendario in discesa (per quanto in un campionato ogni partita fa storia a se, ma gli scontri diretti li avevamo conclusi mentre le nostre dirette concorrenti li aveva tutti da fare). Il Settore Giovanile stava ben figurando nei suoi campionati, con la punta dei 2005 che erano in testa ed erano lanciati per vincerlo, ma stavano facendo bene anche i 2003. Juniores, 2004 e 2006 stavano facendo bene con dei campionati dignitosi. Gli Esordienti avevano concluso la sessione invernale, dovevano iniziare quella primaverile che però, purtroppo, non è partita per il motivo che tutti sanno. 

2) Per quanto concerne i campi, sono terminati i lavori al “Tre Campanili” di Bogliasco?
Purtroppo, i lavori a Bogliasco sono stati una storia infinita per diversi fattori che riguardavano la Sampdoria e non compete a me valutare. In compenso, come Pieve siamo riusciti nell’attesa a riorganizzarci stringendo un’importante e proficua collaborazione con l’Athletic Albaro che ci ha permesso di usufruire del campo “Monsignor Sanguineti” a Quarto Alta e con il Little Club James per il campo “San Giorgio” di Bavari, dove purtroppo fra frane e poi gli attuali problemi con il Covid-19, da dicembre, non si è più potuto usarlo regolarmente. La prima squadra le partite ufficiali le ha giocate a Sori, mentre gli allenamenti li ha effettuati al “Garrone” a Bogliasco in orari difficili, ma almeno si è potuta allenare tre volte a settimana che per la seconda categoria è un lusso. Grazie a queste importantissime collaborazioni siamo riusciti a sopperire al problema del campo. 

3) Il Pieve è ormai una società solida e strutturata all’interno del panorama del calcio dilettantistico genovese. Quali sono i vostri numeri?
Fra tutti i tesserati, superano i 200, così ripartiti: 136 settore giovanile, 20 Esordienti, 54 dilettanti e 20 dirigenti. 

4) Da quanti anni è al Pieve Ligure? Quale è stato il giocatore più forte che ha visto passare in giallo rossoblù?
Dal 2012, otto anni intensi e di passione dove ho visto crescere e formarsi tanti ragazzi. Perché oggi come oggi, in una società in continuo cambiamento, il calcio non è più semplicemente uno sport, ma luogo dove si formano i futuri cittadini del domani, con la fine delle piazzette, degli oratori le amicizie, le compagnie i ragazzi se le creano a scuola e nelle loro squadre di appartenenza, dove oltre a fare sport si creano amicizie, imparano regole comportamentali. Ecco, perché, ritengo che soprattutto nel mondo dilettantistico lo sport abbia assunto una funzionale sociale importantissima che va oltre la semplice attività sportiva. In quest’ottica, viene in automatico la risposta sul miglior giocatore, i ragazzi che verranno quelli che saranno il frutto di questo progetto e porteranno la loro passione e voglia al Pieve. Invece, se la stessa domanda la si fa al nostro Presidente, sicuramente Pietro risponderebbe Carretta e Lui di calcio se ne intende.   

5) Ma come fa a conciliare il tutto, tra il Pieve Ligure che è pur sempre un bell’impegno, la famiglia, il lavoro che gli assorbe parecchio tempo e responsabilità?
Effettivamente è un grande impegno: in cooperativa direttamente lavorano oltre 800 persone su tutta la Liguria e Regioni limitrofe. Il Pieve i numeri li abbiamo detti precedentemente, ma ho la fortuna di avere una famiglia stupenda e mio figlio è sempre con me, perché anche Lui ama il calcio e Stefania ha una grande pazienza.

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