Se riparte l'Eccellenza, che ci siano le retrocessioni

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Il "Nazario Gambino" di Arenzano

Un grido, un appello di giustizia sociale, per un po' di sana meritocrazia. Ogni squadra ha un obiettivo: essere promossa, salvarsi, galleggiare. Ebbene, se dovesse ripartire il campionato di Eccellenza ligure (l'anno scorso vinse l'Imperia per un solo punto sul Sestri Levante, terza e beffata l'Albenga), è sacrosanto auspicare che gli obiettivi siano rispettati: la prima va in serie D (campionato nazionale, strettamente collegato all'Eccellenza regionale), la seconda purtroppo non potrà effettuare i play off, aboliti da tempo per ragioni di Covid, l'ultima retroceda in Promozione, e le altre ai play out (penultima, terz'ultima, quart'ultima e quint'ultima). Ma quest'anno non sarà così, in quanto, per il Covid e per non fare figli e figliastri, la Figc Lnd ligure ha studiato una atipica Eccellenza con due gironi. Insomma, una soluzione da "tutti uguali" che senza dubbio giova alle società che invece hanno speso tanti denari per vincere.

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