In 4000 per la Grande Sfida

I genovesi hanno risposto alla grande ieri sera alla Fiumara

I genovesi hanno risposto alla grande ieri sera alla Fiumara

Festa doveva essere e festa è stata al 105 Stadium della Fiumara ieri sera. Roba da raccontare ad amici, parenti

e alle prossime generazioni. La Grande Sfida diventa l'occasione già dalle 19 quando i campioni prendono la racchetta e si divertono come dei matti quando gli spettatori hanno la possibilità di fare il palleggio che sognavano da una vita. Alla fine sono più di cento gli spettatori che si alternano per scambiare qualche colpo con McEnroe, Chang, Ivanisevic e Lendl. Colore e calore. Qualcuno si presenta con una parrucca bionda che pare tanto Borg, altri con la divisa del proprio circolo tennistico. Pochi secondi ma basta e avanza per ricordarselo tutta la vita.  
E prima il successo della Grande Sfida baby con tanti giovani in arrivo da tutta Italia per giocare sul “tappeto” del 105 Stadium. E poi il torneo Vintage, racchette di un tempo che diventano protagoniste davanti già ad un bel pubblico. Emozioni da grande slam.  Poi, il pieno quando scatta l’ora dell’autografo. L’entusiasmo sale alle stelle, si scalda il 105 Stadium. La temperatura diventa bollente quando appaiono McEnroe e Ivanisevic. Applausi a scena aperta, Genova che risponde alla grande. Pochi posti liberi, colpo d’occhio da urlo. In prima fila anche lo sport genovese rappresentato da Sinisa Mihajlovic, tecnico della Samp, e Luca Antonini, difensore del Genoa.  Quattromila volte John, perché  ruba lo sguardo a tutti. 105 Stadium, dici McEnroe e vedi il genio che si mette in cattedra.  E’ uno show. Lo aspettavi, eccolo che si materializza. Dal primo all’ultimo minuto. Quando scende in campo per palleggiare con gli spettatori. Ed è solo la prima cartolina. Poi con Ivanisevic inizia il Grande  Show.  Si diverte, Mac. Scherza, si arrabbia, carica il pubblico, sorride, fa una, dieci, cento smorfie. Come se fossimo quella volta di tanti anni fa a Wimbledon. C’è un boato dopo un ace e lui mostra il muscolo, come dire: “Avete visto che forza?”. Ivanisevic lo beffa e lui lo imita un secondo dopo. Fa roteare la racchetta dopo un colpo sbagliato quasi se la volesse lanciare all’ultimo piano del 105 Stadium. Mette il naso dalle parti del giudice arbitro dopo una palla contestata. Mica per finta. Dal pubblico gli urlano: “I love you”. Perde al tie break ma avrebbe voluto vincere tutta la vita. Garantito.
Ancor più che per i risultati, la tappa genovese de “La Grande Sfida 3” sarà ricordata per l'impressionante risposta del pubblico. Nonostante l'alluvione che ha colpito la città la scorsa settimana, il 105 Stadium era praticamente gremito e ha creato un'atmosfera emozionante, da brividi, sin dalla presentazione dei giocatori. Sono entrati in campo, uno dopo l'altro, accompagnati da una coreografia musicale e dalle rispettive bandiere. E poi è stata passione, nostalgia e tanto divertimento. Un divertimento che proseguirà oggi presso il Mediolanum Forum di Milano, dove Goran Ivanisevic e Ivan Lendl si giocheranno il primo posto, mentre Michael Chang e John McEnroe lotteranno per il gradino più basso del podio. La passione del pubblico è stata incredibile: di solito, dopo una partita, le tribune si svuotano. Invece nessuno è andato via e hanno accompagnato Lendl e Chang fino all'ultima palla. Nel primo match, Goran Ivanisevic si è imposto col punteggio di 6-2 7-6 su McEnroe per la delusione del pubblico, quasi tutto schierato per il “vecchio” Mac. Qualcuno era più vivace degli altri, tanto da prendersi il ringraziamento di John: “Grazie, papà!” ha detto, col suo slang tipicamente americano. Lo stesso spettatore, dopo una risposta vincente di Ivanisevic, lo ha quasi implorato. “Aoh, tira piano!”. Come se volesse chiedere pietà per il suo campione. Il secondo set è stato decisamente più equilibrato, con McEnroe tirato a lucido e capace di alcune giocate di altissimo livello. Curiosamente, il colpo più spettacolare non è stata una volèe, bensì un passantino stretto di dritto. Di quelli che sanno tirare soltanto quelli che “danno del tu” alla palla. Senza dimenticare una demivolèe morta subito dopo la rete. Uno spettacolo. Sul 5-2. tuttavia, si è disunito e la potenza di Ivanisevic (12 anni più giovane) è emersa tutta. Lo ha ripreso e ha vinto il tie-break senza grossi problemi.

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