Tutti felici!

Erano tutti felici, come bambini. Già, i bambini. Ad applaudire i gol di Boriello e di Bertolacci e a fischiare le figuracce

di tal Tagliavento (almeno avesse «tagliato» il gran vento marassino, ma non è stato capace di fare nemmeno quello...) c’erano tanti bimbi. I due «Lussanini» (con amichetto), tutti i bimbetti del collega Rai Orsini (contento di aver assaporato anche i pasticcini offerti nell’intervallo dalle splendide hostess genoane). E c’era anche la piccolissima ultima nipotina del presidente Preziosi (credo Elisa), figlia di Fabrizio che lo ha rappresentato degnamente, in culla, avvolta da pulloveroni molto chic, prima in braccio alla mamma e poi alla amatissima nonna Brigida. Ha portato fortuna al Grifo, battendo anche quel forte desiderio dell’arbitro di far vincere la Lazio.

Ricordi. Si diceva in tribuna: «Ma guarda, Ballardini gioca come vent’anni fa, col “libero” Portanova, con i due centrali che erano i mediani di una volta e con gli “esterni bassi” che erano i due terzini di allora». Lo sostenevano, guarda caso, proprio coloro che, negli anni Sessanta dominavano il verde di Marassi e che domenica erano venuti a dare uno sguardo al loro vecchio, caro Grifone. Si vuol dire di Franco Rivara (detto «il tigre») e di Bruno Baveni. Mancava con loro solo il «libero» di allora, quel Colombo che con tutta quella squadra per dieci domeniche non prese gol, anche se, va ricordato, alle loro spalle c’era un certo Leonardo Grosso, che fra i pali prese sette scoppole a Torino con la Juve. «Ma visto il modulo di Ballardini - ha sorriso Baveni - pensavamo che potessimo giocare anche noi. Ma non ci hanno avvisato...».

Rai. Per la prima volta (pensiamo perché era di scena la Lazio, regina della Capitale) Mamma Rai ha mandato i suoi «fiori all’occhiello»: da Cucchi, a Cerqueti, a Goria. Un trio di punta che, a sentirlo, sembrava in attesa di una brillante vittoria dei laziali. Ma ahimè per loro, il Grifo, una volta tanto, ha volato più in alto dell’Aquila biancoazzurra. Alla fine l’esultanza dei tifosi è stata liberatoria: e quanti improperi verso Tagliavento! È stata una vendetta forte, dopo che l’arbitro aveva dato un rigore incredibile, rovinando una partita che era stata gagliarda e piena di vivacità. Ma dove li prendono questi arbitri, il toscanaccio Nicchi e il selezionatore playboy Braschi?

Fortemente irritato sembrava il rosso Tare, esaltato Giorgio Guerello, gongolante la nostra Contessa (con colbacco di pelliccia trionfante), entusiasta il ristoratore caro alla Fondazione Enzo Verrone (preparerà il famoso «riso al pesto...», pardon «riso al pestone» in onore di Matuzalem...), soddisfatto il filosofo Tonino Bettanini (il suo amore per Ballardini è smisurato...), esagitato e felice Lastrico che ha deciso di preparare alcune strofe in endecasillabi per il Grifo, appoggiato dal compagno Andrea Possa: «Nel mezzo del cammin del campionato, ri ritrovammo... a rivedere le stelle...». Un Dante taroccato, ma divertente.

Vittorio Sirianni

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