Una partita da rimandare?

È vero, la partita poteva anche essere rimandata, c’era anche uno striscione: «Il rispetto del dolore è più forte

di una partita di calcio». Ma vi assicuro che tutti noi, in tribuna, ci siamo resi conto che «quel minuto di silenzio» così commovente, così... silenzioso, così sincero è valso il sì alla partita. Era questo il commento fra i vip. Si diceva: «A volte, nei grandi dolori, si può trovare una piccola parentesi, la quale serve per dimenticare, anche un attimo...».

Ebbene, siamo assolutamente convinti che sia stato giusto giocare la partita, perché ha offerto «quel minuto di silenzio» che è valso più di ogni manifestazione e forse anche più di qualche sciopero...

Coppia. È stata la coppia «regina» quella formata da Marco Semino e da Fabrizio Parodi. Al sigaro gigantesco di Marco, ha fatto da contraltare il look tipicamente newyorkese del vicepresidente blucerchiato. Arrivato, fresco, fresco dagli Stati Uniti («Da quelle parti si lavora, si lavora e si produce...») ha vissuto come una tarantola la gara di Palombo e Gastaldello. Un po’ seduto, un po’ in piedi, scattante al gol di De Silvestri, prostrato al pari di Spolli, sconvolto dal palo di Sansone. Per fortuna, in una tribuna d’onore pensierosa all’inizio ed anche preoccupata, per non dire piena di paura, c’era un certo Vittorio Garrone (l’ottimismo fatto persona) che sorrideva: «Ma perché tanti visi cupi? Coraggio, sorridiamo, divertiamoci anche un po’, ma che pericolo deve correre la Samp?..». E alla fine il suo sorriso aveva vinto, contagiando anche il fratellino Edoardo che, al contrario, è stato contratto per tutta la gara: «Non voglio interviste - ha sorriso in chiusura - non ne faccio mai...». Per carità presidente, ne noi vogliamo fargliene. Più piacevolmente disponibile la «leopardata» Anna Pettene consorte amabile e dolce: «Però - ci diceva - è una serata terribile, nove morti, morti inutili...». Già.

Terzino. C’era interesse per il terzino Marchese, pare già comprato dal Genoa. E proprio da un genoano «infiltrato» s’è sentito questo giudizio: «Sarà anche bravo, ma un giocatore con i calzini a metà gamba non mi piace. È inelegante. Sembra un amante scappato dall’armadio per l’arrivo del marito...». Non era una brutta definizione. Però se Preziosi lo ha comprato avrà avuto le sue buone ragioni.

E non è mancato chi, alla «papera» di Da Costa (foto) ha gridato: «Arridatece... Romero!». Questi tifosi, che tipi.

Notati. Sergio Gasparin, oggi tutto catanese. Baci e abbracci con i dirigenti blucerchiati. Giudizio di una bella cronista: «Però che bruttino quel Sergio, quando era a Genova mi piaceva di più...». Preoccupato l’illuminato e illuminante Zonca, fremente la coloratissima Monica Mondini, cupo e insofferente Graziano Mazzarello, tranquillo ed elegante («Che fighetto»...) il professor Gazzaniga, barbutissimo Paolo Lanzoni, pimpante Antonello Amato, preoccupato all’inizio, soddisfatto alla fine il luminare Angelo Carella, scatenato come sempre Alfonso Albani Ferrari.

Alla fine un urlo di liberazione: il Palermo aveva perso e la Samp era salva. Fabrizio Parodi stava per svenire...

Vittorio Sirianni

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